Oleggio - «Chi finisce fuori dai radar, spesso, non si è perso per scelta: ha smesso di vedere una strada possibile e ha bisogno di incontrare qualcuno che lo ascolti, riconosca le sue capacità e lo aiuti a vedere il prossimo passo. Ora abbiamo la consapevolezza che quel “qualcuno” possiamo essere noi». Con queste parole la presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (CNVV), Roberta Massaro, commenta quanto emerso dal convegno “We Neet You - ricostruire connessioni, generare opportunità” svoltosi il 30 settembre 2026 a margine dell’Assemblea annuale del Gruppo per riflettere sul fenomeno di chi non studia, non lavora e non segue percorsi formativi (da “Neet” - Not in Education, Employment or Training) analizzandolo non come un tema esclusivamente occupazionale, ma come una sfida educativa, psicologica, sociale e territoriale.
«Durante i lavori - spiega Massaro - abbiamo compreso quanto l’acronimo “Neet” non identifichi una persona, ma una condizione: c’è chi ha lasciato la scuola troppo presto, chi ha perso il lavoro, chi ha appena partorito, chi si prende cura di un familiare (una responsabilità che ricade spesso sulle donne) e chi ha provato più volte fino a non sapere più da dove ricominciare. Sono situazioni diverse, che non possiamo ridurre a un’unica immagine e un’unica soluzione, perché insieme a fragilità, scelte difficili e occasioni mancate possono esserci anche persone capaci di cogliere un segnale e offrire una possibilità: quelle persone possiamo essere noi, ciascuno nel proprio ruolo, attraverso strumenti come il buon orientamento, le testimonianze imprenditoriali nelle scuole, le visite aziendali, le opportunità formative di qualità come le “Academy” territoriali. Nelle nostre imprese, inoltre, dobbiamo imparare a riconoscere meglio il potenziale, anche quando non si presenta nella forma che ci aspettiamo, perché siamo convinti che le aziende possano essere il luogo in cui una persona ricomincia a sentirsi “capace” e apprezzata».
Dopo i saluti della presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Giulia Tancredi, che ha invitato a «costruire ponti, attraverso occasioni quotidiane, per far conoscere ai Neet il mondo del lavoro e per dare loro opportunità di far conoscere un talento a volte nascosto e far trovare loro il contesto giusto in cui esprimersi», del presidente di CNVV, Carlo Robiglio, che ha sottolineato il ruolo di CNVV «non solo come rappresentanza di imprese ma come vero e proprio “attore sociale” attraverso strumenti come Akademia Hub, che sviluppa progetti formativi per l’intera comunità, e le iniziative di presentazione delle aziende come luoghi vivi e arricchenti, destinati a far crescere e a migliorare la vita delle persone», e del sindaco di Oleggio, Andrea Baldassini, che ha invitato a «incrementare il dialogo tra istituzioni, imprese e scuole», “We Neet You” è stato aperto dall’intervento di Stefano Laffi. Il sociologo ha spiegato che a livello nazionale, grazie al superamento di molte forme di precariato lavorativo e di disoccupazione, la percentuale di Neet nell’ultimo decennio è calata dal 25% al 13% erodendo anche una quota di quelle persone definite “scoraggiate” che non mandano nemmeno un CV. «Quelli che rimangono - ha chiarito - sono i più difficili da recuperare, anche perché più tempo passa e più si cronicizza la condizione di Neet; va peraltro rilevato che nelle statistiche rientra in questa definizione anche chi, pur avendo titoli di studio elevati, non si accontenta dei lavori che gli vengono offerti, o chi gestisce un B&B o fa il dogsitter: il problema è quando una pausa lavorativa o una situazione di insuccesso professionale portano a una traiettoria di esclusione, per cui un ecosistema locale deve lavorare sull'orientamento e sull'immaginario di un mondo del lavoro che, pur rimanendone una componente importante, ha ormai perso il “monopolio dell'identità” per le nuove generazioni e si caratterizza sempre più sulla base delle opportunità concrete che vengono offerte».
Raffaella Nervi, referente per l'orientamento della Regione Piemonte, ha sottolineato le caratteristiche della Legge regionale del 2023 che codifica l'orientamento come sistema integrato dagli 8 ai 24 anni, legando le competenze evolutive ai bisogni orientativi (in modo da offrire a ragazzi e ragazze opportunità di conoscenza per tutto il loro percorso scolastico, a partire dalle visite in azienda nelle scuole primarie) e dando un ruolo importante alle imprese. «Il mondo del lavoro - ha aggiunto - è ancora pieno di stereotipi negativi, che vanno sfatati fin dai primi anni». Fabiana Andreani, HR e Career Expert, ha confermato il ruolo dei social media nella creazione e nel rafforzamento di tali stereotipi (ad esempio con una narrazione del futuro principalmente negativa e la scarsa visibilità data alle opportunità formative e professionali), invitando a favorire la ricerca e l'ascolto, anche da parte delle aziende, che «devono essere sempre trasparenti sulla propria offerta lavorativa e puntare sulla formazione continua come valore aggiunto rispetto alla retribuzione».
Marco Crepaldi, psicologo e presidente di Hikikomori Italia, ha approfondito un problema che riguarda il 2% degli alunni delle scuole secondarie: «si tratta di circa 50-70mila persone, per l'80% maschi, del tutto sfiduciate nei confronti delle relazioni sociali e che nonostante l’elevata capacità cognitiva si considerano incapaci di gestire l'ansia e la dimensione competitiva che spesso caratterizza il clima aziendale. Possono però essere una risorsa notevole per il mondo del lavoro, se c'è chi, nelle imprese, è disponibile a dare loro fiducia e farli sentire utili».
La necessità di mettere al centro la persona con i suoi bisogni e di darle una formazione adeguata (con le Academy, gli ITS, l'apprendistato o il training), che le imprese si dimostrino sempre più attrattive e accoglienti, che vengano potenziati i rapporti con le famiglie dei Neet e che sia data più attenzione alle loro aspirazioni rispetto ai contenuti dei CV, in modo da far crescere in loro la fiducia nel mondo del lavoro, sono stati i temi al centro dell’ultimo panel, a cui hanno preso parte, insieme a Laffi, Oscar Pasquali, Ceo di Generation Italy, e Roberto Mascali, delle relazioni esterne di Umana Spa. «Il punto centrale - ha spiegato Pasquali - è il passaggio dall’esistenza di un’opportunità alla capacità di raggiungere chi non la sta cercando: si deve puntare su formazione, fiducia, accompagnamento, collaborazione con famiglie, imprese, istituzioni e costruzione di reti capaci di intercettare i beneficiari». «La riattivazione - ha aggiunto Mascali - richiede nelle imprese percorsi personalizzati e realistici; parallelamente, occorre avvicinare i giovani al mondo del lavoro già durante la formazione, dando loro strumenti per orientarsi prima che si perdano».
Il convegno, coordinato da Alessandro Tommasi, si è concluso con un confronto tra alcuni rappresentanti istituzionali: Andrea Notari, vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha esortato a «continuare a investire nell'orientamento, perché chi è ben formato, ben informato e ben orientato difficilmente diventa un Neet»; l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale Daniela Cameroni ha invitato le scuole a portare sempre più i ragazzi in azienda, lasciando che il loro talento emerga già durante il loro percorso di studio; il presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia, ha insistito sulla crescente necessità di programmi di inserimento nel mondo del lavoro a livello territoriale; il vicepresidente della Provincia, Andrea Crivelli, ha evidenziato l’importanza di avere aperto un distaccamento dell'Istituto “Omar” a Oleggio proprio grazie alla collaborazione tra le istituzioni e le aziende; il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha illustrato il percorso che ha portato alla realizzazione di “Novà”, lo spazio di aggregazione giovanile, produzione culturale e inclusione sociale a cui partecipano ogni anno centinaia di ragazzi “recuperati” anche grazie ai percorsi di tracciamento precoce attivati tramite gli educatori; il delegato dell'Università del Piemonte Orientale per la valorizzazione delle ricercatrici e dei ricercatori in avvio di carriera, Riccardo Miggiano, ha spiegato come nell’ateneo tripolare gli abbandoni degli studi siano diminuiti grazie una didattica più immersiva e all'internazionalizzazione di alcuni percorsi formativi.
L’evento è stato sponsorizzato da Gruppo Beta, Strategy & Governance, Umana, Banca Mediolanum, AS Rent/Autoarona, I-aer lab, Repower, Soardo e Associati/Fondo Inpiù, Bagnato immobiliare, Riseria Ceriotti, Igor Gorgonzola, M.M.G di Mattiuzzo, Sellmat/Buonristoro, Vezzola Metalli e WAC, in collaborazione con Alleanza Assicurazioni, Basano, B.A.M., IVR, La Valsesiana, Progetto Omnia, RM Manfredi, TK e Shape The Light. «Li ringrazio tutti per il loro contributo – conclude Massaro – così come ringrazio gi istituti scolastici che hanno partecipato e tutti i componenti del Gruppo Giovani Imprenditori, che anche in questa occasione hanno fatto un grande e importante lavoro di squadra».