Share |

Rivoluzione Inps nel determinare il minimale di retribuzione

Dottor Vincenzo Guarino: “C’è il fondato rischio di andare in pensione... più tardi!”
Vincenzo Guarino

TrecateLa circolare Inps n.6 del 30 gennaio 2026 ci informa delle importanti novità per l'anno in corso, riguardo la determinazione del limite minimo di contribuzione giornaliera e quindi settimanale. Questo minimale è stato già ufficializzato ed è in vigore e ammonta a 57,13 euro al giorno. Quindi, allorché un lavoratore guadagni settimanalmente meno di questa soglia, non gli verrà riconosciuta una settimana contributiva intera. Ciò significa che alla fine dell'anno non avrà maturato le 52 settimane previste, per il calcolo ai fini pensionistici e dovrà lavorare altre settimane in più per raggiungere l'agognata pensione. È questa una rivoluzione inaspettata per il calcolo della prestazione, che tanto farà discutere nei prossimi giorni anche da parte sindacale si spera.

Naturalmente, come in ogni problematica, ci sono delle eccezioni e quindi questo famigerato minimale non si applica in caso di assenze giustificate come: - Cassa Integrazione; - Malattia; - Maternità; - Infortunio; etc. In presenza di queste fattispecie interverrà la Contribuzione Figurativa (contributi previdenziali accreditati gratuitamente dall'Inps, per garantire la continuità della copertura pensionistica).

In buona sostanza il numero di settimane utili per la pensione non dipende solo dai giorni solari lavorativi, bensì dalla contribuzione versata che deve superare una certa soglia settimanale. Con stipendi sotto i 1.000 euro al mese si rischia di non maturare contributi pieni annuali. Ciò significa che si andrà in pensione... più tardi. 

                                                                                   dott. Vincenzo Guarino