Cameri - Si è svolto giovedì 15 ottobre, presso Villa Picchetta a Cameri, il primo dei tre workshop territoriali organizzati nell’ambito del progetto Interreg VISTA TICINO, promosso dall’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore con il supporto di Fondazione LINKS, incaricata dell’organizzazione e della gestione del percorso partecipativo. L’incontro, dedicato alla “Gestione virtuosa delle acque in un’ottica di costruzione di un Contratto di Fiume”, ha riunito enti, tecnici, amministratori e stakeholder del territorio per approfondire una delle questioni strategiche per il futuro del bacino: la gestione della risorsa idrica in un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici sempre più evidenti.
Gli incontri VISTA TICINO hanno carattere tecnico-conoscitivo e informativo e non costituiscono tavoli politici o decisionali. L’obiettivo è favorire la conoscenza reciproca tra i soggetti che operano sul territorio, mettere in relazione esperienze e progettualità esistenti e raccogliere contributi tecnici utili alla definizione degli output finali del progetto e, in prospettiva, alla costruzione di un possibile Contratto di Fiume.
«Il valore di questo percorso – sottolinea la Direttrice dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, Monica Perroni – è quello di mettere in relazione competenze, esperienze e punti di vista diversi, trasformando il confronto in una visione condivisa e, soprattutto, in risultati concreti. Il Contratto di Fiume rappresenta un’opportunità per costruire una strategia comune per un territorio che deve essere considerato nella sua unitarietà, dal fiume al lago e dalle aree naturali alle comunità che lo abitano».
Un fiume che cambia: acqua, clima e nuovi scenari
Dopo l’introduzione al progetto VISTA TICINO e al percorso verso il Contratto di Fiume, Martina Spada di Istituto Oikos ha presentato l’esperienza del Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del Ticino 2021–2031, evidenziando l’importanza di rafforzare una governance capace di considerare il fiume nella sua interezza, superando i confini amministrativi tra Piemonte, Lombardia e Canton Ticino.
Il tema dei cambiamenti climatici è stato approfondito da Francesco Tornatore dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, che ha illustrato gli scenari attesi per il bacino del Ticino nei prossimi decenni. Tra gli elementi più significativi emerge la progressiva riduzione dell’innevamento alpino, che potrebbe modificare il regime delle portate e la disponibilità della risorsa idrica, alternando periodi siccitosi e temperature elevate a precipitazioni più intense e concentrate. Una dinamica destinata ad avere ripercussioni non solo sulla disponibilità d’acqua, ma anche sugli ecosistemi, sull’agricoltura, sugli usi civili e sulla gestione del rischio idraulico.
Paolo Mancin della Regione Piemonte – Direzione Ambiente, Settore Tutela e uso sostenibile delle acque ha quindi illustrato il quadro degli strumenti di governance già attivi sul territorio, approfondendo in particolare il ruolo della Commissione Internazionale per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere (CIPAIS) e della Commissione per la regolazione dei livelli del Lago Maggiore. Il confronto ha evidenziato come il territorio disponga già di importanti esperienze di cooperazione, ma anche la necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti e settori coinvolti.
A completare il quadro, Stefania Poma dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore ha approfondito il rapporto tra acqua, biodiversità ed ecosistemi acquatici, sottolineando come la disponibilità e la dinamica della risorsa idrica siano elementi fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio dell’ecomosaico del Ticino e degli habitat naturali.
Dalla discussione al territorio: la visita alla Diga della Miorina
La giornata ha alternato momenti di approfondimento a un’esperienza diretta sul territorio. I partecipanti hanno visitato la Diga della Miorina, accompagnati dal dott. Giuseppe Alampi del Consorzio del Ticino, approfondendo il funzionamento dell’infrastruttura e il complesso sistema di regolazione dei livelli del Lago Maggiore e delle portate del Ticino. La visita ha permesso di collegare gli scenari e le questioni affrontate durante la mattinata con una delle principali infrastrutture attraverso cui viene concretamente gestita la risorsa idrica del bacino.
Gli stakeholder al centro del percorso
Nel pomeriggio, i partecipanti sono stati coinvolti in una fase di raccolta di contributi e osservazioni attraverso un questionario, dedicato a percezioni, criticità, priorità, progettualità e possibili ambiti di collaborazione.
I contributi raccolti durante il workshop, insieme a quelli che emergeranno dai successivi incontri dedicati a turismo sostenibile e mobilità dolce e ad agricoltura sostenibile e gestione delle risorse naturali, saranno analizzati e sistematizzati per contribuire alla definizione degli indirizzi e delle possibili azioni future.
Il percorso VISTA TICINO si inserisce nella più ampia Iniziativa Ticino, che riunisce soggetti italiani e svizzeri attorno all’obiettivo di rafforzare la governance del corridoio ecologico del Ticino e costruire una visione condivisa del fiume come sistema territoriale unitario. Il progetto punta infatti a mettere in relazione tutela degli ecosistemi, gestione delle risorse naturali, attività economiche, fruizione del territorio e qualità della vita delle comunità che vivono lungo il Ticino e il Lago Maggiore.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 ottobre 2026, sempre a Villa Picchetta, con il workshop dedicato a “Turismo sostenibile, mobilità dolce e fruizione lungo il fiume Ticino”. Il terzo incontro, dedicato ad “Agricoltura sostenibile e gestione delle risorse naturali”, si terrà il 5 novembre 2026.