Vercelli - «Apprezziamo molto la disponibilità dimostrata degli enti che hanno partecipato all’incontro e confermiamo il nostro impegno a proseguire in un dialogo costante e costruttivo, che si focalizzi sulle procedure oltre che sulle risorse, in modo da rendere sempre più sinergico il confronto e sempre più adeguato il contributo delle imprese alla gestione di quella risorsa fondamentale per il nostro territorio, per le sue comunità e per il suo sistema produttivo, che è l'acqua».
È il commento di Francesco Sogno Fortuna (foto), presidente di Ance Novara Vercelli (che rappresenta e assiste le aziende del settore edile aderenti a Confindustria Novara Vercelli Valsesia), al termine dell’incontro “L’acqua: risorsa da tutelare, rischio da governare”, organizzato in collaborazione con Ance Piemonte Valle d’Aosta nell’ambito di "Risò", il festival internazionale del riso, venerdì 11 settembre 2026 a Vercelli.
Nel corso dei lavori, coordinati da Roberta Martini (La Stampa), sono intervenuti Marco Gabusi, assessore a Trasporti, infrastrutture, opere pubbliche, difesa del suolo e protezione civile della Regione Piemonte, Vittorio Viora, presidente di Anbi (Associazione nazionale consorzi di bonifica e irrigazione) Piemonte, Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Roberto Crivelli, vicedirettore Opere pubbliche, difesa del suolo, protezione civile, trasporti e logistica della Regione Piemonte, Paola Malabaila, presidente di Ance Piemonte Valle d’Aosta, Diego Terruzzi, direttore dell’Associazione d’irrigazione Ovest Sesia, e Gianluca Zanichelli, direttore dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po.
«Durante i lavori - aggiunge la presidente di Ance Piemonte Valle d’Aosta, Paola Malabaila - è emersa la criticità che intervenire in emergenza è disincentivante per le imprese. I motivi principali riguardano le condizioni economiche e finanziarie con cui le imprese devono affrontare questi interventi: l’obbligo di uno sconto del 20% sull’elenco prezzi per i lavori in somma urgenza, previsto dall’art. 140 del DL 36/2023, può rappresentare un elemento di forte penalizzazione, soprattutto con gli attuali costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti. A questo si aggiunge il problema dell’anticipazione finanziaria dei lavori, che in Piemonte ha comportato attese anche di 6-12 mesi. Occorre che questa criticità venga presa in considerazione attraverso un accordo con il sistema bancario a sostegno delle imprese».