Share |

Carcere di Novara: forti preoccupazioni dei Giovani Democratici

«Sospensione nuovo reparto segnale d'allarme. Locali ex 41-bis fatiscenti, servono organici, sicurezza e una direzione stabile»

Novara - La sospensione dell'apertura del nuovo reparto detentivo nell'ex sezione 41-bis della Casa Circondariale di Novara, evidenziata dalla nota del sindacato FNS CISL a firma del segretario Salvatore Mangione, riporta al centro del dibattito politico e sociale le profonde criticità dell'istituto penitenziario cittadino. Sulla vicenda intervengono con fermezza i Giovani Democratici di Novara, sottolineando come la sicurezza degli operatori di Polizia Penitenziaria, le condizioni lavorative e la vivibilità della struttura debbano rappresentare priorità non negoziabili per il Ministero della Giustizia.

«L'intervento della FNS CISL ha fatto emergere un quadro di sofferenza non più sostenibile», dichiara Filippo Gambini, responsabile Legalità e Carceri dei Giovani Democratici del Piemonte.

«Aprire nuovi spazi detentivi in locali come quelli dell'ex 41-bis, attualmente in condizioni fatiscenti e privi delle necessarie garanzie strutturali, significa scaricare un peso insostenibile su chi lavora ogni giorno in prima linea e aggravare i carichi di lavoro di un personale già sotto organico. Non si possono inaugurare reparti senza adeguati interventi di ripristino e un reale potenziamento delle risorse umane. A ciò si aggiunge un nodo cruciale per il futuro dell'istituto: è indispensabile che venga finalmente nominato un direttore definitivo. La continua discontinuità al vertice registrata negli ultimi anni ha inficiato gravemente il buon funzionamento della struttura e la continuità dei progetti di rieducazione e reinserimento dedicati ai detenuti. Chiediamo al Ministero un dialogo istituzionale costante e costruttivo con tutte le figure preposte e le rappresentanze del settore, per restituire stabilità e dignità sia al lavoro degli operatori sia ai percorsi trattamentali previsti dalla nostra Costituzione».

«Da un paio d’anni guardiamo con attenzione alla situazione della Casa Circondariale di Novara», afferma Elia Impaloni, Segretario della Federazione provinciale dei Giovani Democratici di Novara. «Abbiamo visitato il carcere in parecchie occasioni, che ci hanno permesso di approfondire le condizioni di vita delle persone detenute e quelle lavorative del personale di Polizia Penitenziaria. Finché era aperta la sezione per i detenuti in regime di 41-bis la situazione era tutto sommato sotto controllo, proprio perché la situazione particolare di Novara consentiva di contenere il sovraffollamento. A seguito della sospensione dell’apertura del nuovo reparto, temiamo che se la situazione non sarà governata, si potrebbe avere un impatto negativo su molti fronti: il rischio è quello di aggravare ulteriormente le condizioni di lavoro degli operatori e di compromettere le attività già presenti, oltre a ostacolare lo sviluppo di nuovi progetti. La sicurezza e la dignità di chi lavora e di chi è detenuto devono essere garantite insieme, senza che le carenze strutturali e organizzative finiscano per ricadere su entrambi».

Sulla questione viene richiamata l'attenzione diretta del Governo e del Ministro della Giustizia, affinché si intervenga con risposte concrete e strutturali.“Con un’interrogazione al ministro Nordio chiediamo chiarezza e trasparenza sui ritardi nella riorganizzazione del reparto ex 41 bis nel carcere di Novara. La città merita ben altra attenzione da parte del governo e gli operatori del carcere devono operare in sicurezza con organici adeguati” lo dichiara l’on. Federico Fornaro dell’ufficio di presidenza del gruppo PD della Camera dei Deputati.

I Giovani Democratici ribadiranno la necessità di un piano di assunzioni, del ripristino delle adeguate condizioni strutturali e della copertura stabile dei ruoli dirigenziali per garantire la sicurezza e la funzione rieducativa della pena.