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CAVALCAVIA XXV APRILE: ALTRI MESI DI CODE, LA GIUNTA SPIEGHI PERCHÉ

M5S Novara: «Basta lavori a puntate. Il conto lo pagano sempre i cittadini»
Mario Iacopino

Novara - Dal 2 novembre sul cavalcavia XXV Aprile tornano le limitazioni al traffico. Si annunciano circa quattro mesi di lavori, con nuove code e rallentamenti. Dopo anni di chiusure e cantieri, Novara dovrà affrontare altri disagi, a subirli saranno soprattutto Sant’Agabio e chi attraversa ogni giorno la città. Lavoratori, studenti e commercianti dovranno fare nuovamente i conti con i ritardi. Il gruppo consiliare M5S contesta la programmazione degli interventi.

«Non si può continuare a chiedere pazienza dopo ogni riapertura. La sicurezza è indispensabile, ma programmare bene i lavori è un dovere. Chi va al lavoro, accompagna i figli a scuola o gestisce un’attività non può ritrovarsi ogni volta davanti a nuovi mesi di code. La Giunta Canelli deve spiegare perché siamo ancora a questo punto», dichiara Mario Iacopino, capogruppo M5S in Consiglio comunale.

I nuovi interventi riguardano una parte del cavalcavia esclusa dai lavori precedenti. Quando è emersa la necessità di intervenire? Si potevano coordinare i lavori durante le lunghe chiusure già affrontate? Il M5S porterà queste domande in Consiglio comunale con un’interrogazione.

«Sant’Agabio ha già sopportato abbastanza. Servono tempi rispettati e una programmazione che eviti continui disagi», aggiunge Renna.

L’interrogazione riguarderà anche l’ex area di cantiere accanto al campo di via San Giulio, segnalata ancora come recintata e inutilizzabile. Il gruppo chiederà conto della sistemazione e dei progetti per il campo sportivo.

«Avevo già chiesto di lavorare anche di notte per ridurre i disagi. Ora alcune lavorazioni notturne si faranno: bene, si utilizzi questa possibilità ogni volta che le condizioni tecniche lo consentono. La Giunta deve organizzare il traffico, limitare le code e informare i cittadini. Non basta annunciare un cantiere: bisogna gestirne le conseguenze. Dopo anni di difficoltà, pretendiamo risposte su cosa resta da fare e quando finirà. La pazienza dei novaresi non può compensare all’infinito i lavori a puntate», conclude Iacopino.