Novara - Il Circolo Culturale Matteotti di Novara organizza per mercoledì 4 marzo, alle ore 17,30, presso l’Auditorium di va Oxilia 4, un dibattito pubblico sul prossimo Referendum sulla Giustizia: “Le ragioni del Si e del No”. Saranno chiamati a confrontarsi avvocati e magistrati: Antonio Borretta - giudice al Tribunale di Torino; Alessandro Brustia - avvocato del Foro di Novara ed ex Presidente della Camera Penale di Novara; Marco Malerba - giudice del Tribunale di Genova; Alessandro Provera - avvocato del Foro di Alessandria e Professore associato di diritto penale all’Università del Piemonte Orientale.
"Avvicinandosi la data del Referendum il confronto - commenta il presidente del Circolo Matteotti, Antonio Malerba - si fa sempre più acceso e rischia di relegare in secondo piano il merito della legge di riforma, a favore di uno scontro tutto politico fra gli opposti schieramenti. Il Matteotti, ispirandosi al motto einaudiano “conoscere per deliberare”, si sforza invece di riproporre, come suo costume, un momento qualificato di civile confronto. Su una questione particolarmente complessa, ci sono fior di giuristi, ex presidenti della Corte Costituzionale, esponenti di rilievo di cultura socialista liberale che sono a favore del Si, ritenendo la riforma il compimento del percorso iniziato con la riforma Vassalli nel 1989. D’altra parte, ci sono altri valorosi giuristi ed esponenti politici di rilievo che sono a favore del No, ritenendo che la vittoria del Si possa dar luogo ad una deriva di tipo trumpiana anche nel nostro Paese, al di là del merito della riforma: se vincesse il Si lo schieramento di centro destra potrebbe sentirsi autorizzato, forte dell’investitura popolare del referendum, ad introdurre altre e più pericolose riforme di alterazione del delicato equilibrio fra i poteri della nostra democrazia. Per queste ragioni, a parere del Matteotti, dovrebbe prevalere la curiosità intellettuale, la voglia di approfondire e di capire, la rinuncia ai facili anatemi e allo schieramento per partito preso. Questo, almeno, è l’auspicio del Matteotti di Novara e lo spirito con il quale viene promosso il dibattito di mercoledì 4 marzo".