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Essere donna: sala gremita a Novara per l'incontro promosso da Fratelli d'Italia

Novara - Una sala gremita e un confronto dedicato a questioni che attraversano la vita quotidiana delle donne: la violenza, anche quando non lascia segni visibili, le difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, il riconoscimento delle competenze, l'educazione al rispetto. Si è svolto ieri, giovedì 22 ottobre, nella sede di via Frasconi 1, «Essere donna», l'incontro pubblico organizzato dal Coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia Novara.

A moderare la serata è stata Giulia Negri, assessore all'Istruzione e alle Pari Opportunità del Comune di Novara. Sono intervenuti la dott.ssa Luisella Perucca, assistente sociale e mediatrice familiare, Rosi Pipolo, responsabile UIL Pari Opportunità, e Thomas Paganotti, espressione de «L'Ostruzionista – La Voce dei Giovani». Ospite d'onore il senatore Gaetano Nastri.
Il contributo di Luisella Perucca ha portato l'attenzione sulla violenza psicologica e sulla difficoltà, per molte donne, di raccontare ciò che subiscono, anche a causa del senso di vergogna. Una violenza meno immediatamente riconoscibile rispetto a quella fisica, ma non per questo meno meritevole di ascolto e attenzione. Nel suo intervento Perucca ha evidenziato come il fenomeno non possa essere circoscritto ai contesti di marginalità: può riguardare anche ambienti professionali e imprenditoriali e situazioni apparentemente solide sul piano economico e sociale. Sono stati affrontati anche il tema della violenza sessuale e quello delle cosiddette droghe dello stupro.
Le leggi sono fondamentali, ma è dall'educazione al rispetto che dobbiamo partire, soprattutto dalle nuove generazioni. La scuola e la famiglia hanno una responsabilità decisiva: insegnare che la dignità di una persona non può mai essere messa in discussione. Penso anche agli attacchi verbali rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che troppo spesso assumono una connotazione sessista. La critica politica è legittima, anche quando è dura, ma non può trasformarsi in un attacco personale perché si è donna. Il rispetto delle donne non è una battaglia di parte, ma una questione di civiltà», ha dichiarato il senatore Gaetano Nastri.
Rosi Pipolo ha sviluppato una riflessione sulla distanza tra il riconoscimento formale dei ruoli e il pieno riconoscimento dell'autorevolezza delle donne. Al centro del suo intervento anche il lavoro, il ricorso al tempo parziale e le rinunce professionali legate alle esigenze familiari. Quando si finisce per sacrificare il reddito più basso, spesso quello femminile, le conseguenze non riguardano soltanto l'autonomia della donna, ma il benessere e le prospettive dell'intera famiglia. Pipolo ha inoltre richiamato il valore del coraggio nell'affrontare la paura e apprezzato occasioni di confronto politico capaci di concentrarsi sui problemi reali delle persone.
Lo sguardo delle nuove generazioni è stato affidato a Thomas Paganotti, che ha posto l'attenzione sulla banalizzazione della violenza e sul rischio che comportamenti presentati come semplici scherzi degenerino in sopraffazione. Un richiamo alla responsabilità personale e collettiva: la violenza non può essere accettata o minimizzata come un passatempo nelle serate tra amici.
Alla serata ha partecipato anche Morena Barbaglia, autrice di «L'amore forte». Il libro, dedicato a una relazione tossica e al percorso per uscirne, è stato richiamato nel corso dell'incontro, in continuità con la riflessione sul riconoscimento della violenza e sulla possibilità di ritrovare la propria autonomia.
«Educare al rispetto significa aiutare i ragazzi a comprendere che nessuna relazione può fondarsi sul controllo, sull'umiliazione o sulla paura – dichiara Giulia Negri –. È una responsabilità che chiama in causa scuola, famiglia e istituzioni. Il confronto di ieri ha messo in evidenza quanto sia importante riconoscere anche le forme meno visibili della violenza e creare le condizioni perché chi vive una difficoltà possa parlarne senza sentirsi giudicato. Allo stesso tempo, parlare di pari opportunità significa occuparsi delle possibilità concrete di studiare, lavorare, crescere professionalmente e scegliere il proprio futuro. La libertà delle donne deve trovare sostegno nella vita quotidiana, non soltanto nelle dichiarazioni di principio».
«La partecipazione a questa serata restituisce il senso più autentico dell'impegno politico: ascoltare, mettere in relazione esperienze diverse e affrontare questioni che toccano da vicino la vita delle persone – sottolinea Daniele Andretta, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Novara –. Abbiamo voluto aprire la nostra sede a un confronto nel quale competenze professionali, sensibilità sociali, istituzioni e giovani potessero contribuire a una riflessione comune. La dignità, la sicurezza e l'autonomia delle donne non possono essere temi da ricordare soltanto in occasione delle ricorrenze».
«Non basta chiedere alle donne di avere coraggio – prosegue Andretta –: occorre costruire un contesto nel quale nessuna debba affrontare da sola la paura, l'isolamento o le conseguenze economiche di una scelta difficile. Quando una donna è costretta a rinunciare alla propria libertà o alle proprie aspirazioni, è tutta la comunità a perdere qualcosa. Ringrazio Giulia Negri, il senatore Nastri, i relatori, Morena Barbaglia e tutte le persone intervenute per aver contribuito a una serata di ascolto e confronto su un tema che riguarda tutti».