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Giorno del Ricordo: le parole di Andretta (Fdi)

"Memoria, verità e responsabilità civile"
Daniele Andretta

Novara - In occasione del Giorno del Ricordo, Daniele Andretta, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, invita la comunità novarese a vivere questa ricorrenza come un momento di riflessione profonda e condivisa, lontano da ogni tentazione di strumentalizzazione o contrapposizione ideologica. Il 10 febbraio richiama l’Italia a confrontarsi con una delle pagine più dolorose e complesse della propria storia contemporanea: le vittime delle foibe e il dramma dell’esodo giuliano-dalmata, che ha coinvolto migliaia di famiglie italiane, costrette ad abbandonare le proprie case, le proprie terre e spesso la propria identità. Un dolore che per troppo tempo è rimasto ai margini del racconto pubblico e che oggi chiede rispetto, verità e consapevolezza.

«La memoria – sottolinea Andretta – non può essere ridotta a un terreno di scontro politico né a una bandiera di parte. È, al contrario, una responsabilità collettiva: conoscere i fatti, comprenderne i contesti storici e trasmettere alle nuove generazioni una verità completa e onesta è un atto di giustizia verso chi ha sofferto e un dovere verso il futuro del nostro Paese».

Ricordare, secondo Andretta, non significa alimentare rancori o riaprire ferite, ma riconoscere la dignità di tutte le vittime, contestualizzare le tragedie e assumere uno sguardo maturo sulla storia. Solo così la memoria diventa uno strumento di crescita civile e non di divisione.

«Il Giorno del Ricordo – prosegue – ci chiede di guardare al passato con responsabilità e al futuro con consapevolezza. La memoria è cultura, è conoscenza, è cura delle relazioni tra i popoli. È il fondamento di una convivenza civile che rifiuta l’odio e sceglie il rispetto reciproco».

Nel richiamare le celebrazioni che si svolgono oggi anche a Novara, Andretta evidenzia il ruolo delle istituzioni e della comunità locale nel mantenere vivo un ricordo che sia autentico e condiviso: «Nel rispetto di chi ha perso la vita, di chi ha dovuto lasciare la propria casa e di chi ha visto spezzati legami familiari e identità, il compito di tutti noi è unire, non dividere».

Il Giorno del Ricordo, conclude Andretta, non è soltanto una commemorazione, ma un impegno: «Onorare questa giornata significa rinnovare una cultura civile fondata sulla dignità umana, sul rispetto della verità storica e sulla responsabilità della memoria. Solo una società consapevole del proprio passato può affrontare il futuro con equilibrio, maturità e spirito di pace».