Novara - Dal 19 marzo di quest’anno si sta svolgendo nell’aula bunker di Piazza Filangeri a Milano il processo al consorzio criminale del nord d’Italia. Hydra riguarda un’alleanza tra esponenti di Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra romana che, secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, avrebbero costituito una struttura comune per infiltrarsi nell’economia e condividere affari e profitti in Lombardia. I suoi sviluppi e i legami con Novara saranno al centro dell’incontro pubblico in programma mercoledì 21 ottobre, alle ore 21:00, alla Sala Polivalente Lino Antonione, in via San Giacomo 4.
L’iniziativa è promossa da Libera Novara, SerMais, Comitato Bene Comune, L'Associazione Una Casa Anche Per Te Onlus (U.C.A.P.Te) . Interverranno Gabriele Ambrosi, del coordinamento di Libera Milano; Elena Simeti, responsabile del riutilizzo sociale dei beni confiscati di U.C.A.P.Te; e Lorenzo Rotella, presidente del Comitato Bene Comune di Abbiategrasso.
L’inchiesta ha preso impulso dalle dichiarazioni di Emanuele De Castro, esponente della locale di ’ndrangheta di Legnano–Lonate Pozzolo e uomo di fiducia del capolocale Vincenzo Rispoli.
Arrestato nell’operazione Krimisa nel luglio 2019, De Castro iniziò a collaborare nell’agosto successivo, fornendo indicazioni che portarono gli investigatori a monitorare rapporti e attività poi confluiti in Hydra. Il 12 gennaio 2026 il rito abbreviato si è concluso in primo grado con 62 condanne e 18 assoluzioni.
Sono stati inoltre rinviati a giudizio 45 imputati per il processo ordinario, iniziato il 19 marzo. Al 14 ottobre risultano 17 udienze svolte, compresa quella odierna, e altre 18 già calendarizzate entro dicembre. Finora, nel dibattimento avviato nell’aula bunker di San Vittore a Milano, hanno deposto William Alfonso Cerbo, noto come «Scarface», già esponente del clan Mazzei di Catania, storicamente legato all’ala corleonese e stragista di Cosa Nostra, e Francesco Bellusci, esponente della locale di ’ndrangheta di Legnano–Lonate Pozzolo, il cui esame è ancora in corso. Complessivamente, nella lista testi pubblica dell’accusa figurano dieci collaboratori di giustizia: quattro direttamente coinvolti in Hydra e sei provenienti da altri procedimenti. Sono dunque due i collaboratori già ascoltati in aula e otto quelli ancora da sentire, secondo la lista finora resa pubblica.
«È un processo che sta cambiando, e cambierà ancora, il nostro modo di leggere il fenomeno mafioso e le sue dinamiche. Sta già offrendo spunti per capire come contrastarlo», commenta Sarah Verzì, referente del coordinamento provinciale di Libera Novara. «Libera, insieme alle altre realtà costituite parte civile, segue le udienze per mantenere alta l’attenzione. L’incontro sarà un’occasione per approfondire i risvolti del processo e capire quanto le mafie siano vicine e riguardino la vita di tutti noi. Il silenzio su questi fenomeni ne favorisce la proliferazione: conoscerli e parlarne è parte del nostro impegno».
La serata approfondirà i legami con il Novarese e gli elementi che stanno emergendo dal dibattimento, per comprendere come le infiltrazioni mafiose incidano sulla vita economica e sociale del territorio e quali indicazioni possano offrire al lavoro di prevenzione e contrasto. A moderare sarà Diego Correnti, autore e podcaster, consigliere dell'associazione Sermais e storico membro del coordinamento di Libera Novara.