Novara - Riceviamo e pubblichiamo dalla consigliera regionale Disabato e dai consiglieri comunali di Novara Iacopino e Renna (tutti del Movimento 5 Stelle): "Quanto accaduto a Novara sull’ibis sacro non può essere liquidato con un richiamo alle norme e con uno scaricabarile nei confronti della Provincia. Abbiamo interrogato la Giunta regionale per chiedere verifiche urgenti sulle modalità di attuazione del piano, il tutto dopo aver ricevuto dai cittadini decine di segnalazioni e immagini ritraenti scene di crudeltà. Gli episodi descritti e documentati parlano chiaro: alcuni animali sono stati fatti cadere dagli alberi da altezze tali da provocare loro fratture e sofferenze. L’intervento non ha risparmiato nemmeno i nidi, scaraventati a terra con i pulli nati da poco. La risposta dell’assessore Vignale è insufficiente: richiama norme e competenze della Provincia, senza un impegno chiaro a verificare proporzionalità, selettività e tracciabilità degli interventi. Nessuno nega l’esistenza di specie invasive capaci di arrecare danni alla fauna locale e ad alcune attività. Ma nulla può giustificare violenza, approssimazione o la mattanza alla quale abbiamo assistito. Siamo certi che gli atti e i piani non contemplino questi metodi. Al contrario, sarebbe necessario intervenire per tempo con la prevenzione e con l’utilizzo di metodi ecologici efficaci. La Regione accerti se siano stati privilegiati metodi non cruenti, come previsto anche dalle norme regionali in materia. Monitoraggio, dissuasione, potature, prevenzione della nidificazione, rimozione di nidi non attivi, trattamento delle uova devono venire prima degli abbattimenti. Quanto accaduto a Novara non deve più verificarsi".