Novara - Giovedì 23 luglio, alle 21, in via Falcone 9/A, lo storico Carlo Greppi e il podcaster Francesco Berto ripercorrono i fatti del luglio 2001. Giovedì 23 luglio, alle ore 21, la falegnameria sociale Fadabrav (via Falcone 9/A, Novara) ospita "La fine di un'utopia", una serata dedicata al venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, con lo storico Carlo Greppi e il podcaster Francesco Berto. L'iniziativa è organizzata da SerMais, in collaborazione con Cafè Novecento, Nòva e Fadabrav.
"Nell'ottobre del 2000 - si legge nella nota di presentazione - associazioni da tutto il mondo iniziano a organizzarsi attorno a un'idea semplice: non è accettabile che le sorti dell'intero pianeta vengano decise da otto uomini. Nasce così il Genoa Social Forum, che riunisce milleduecento realtà sotto lo slogan "Voi G8, noi sei miliardi". Gli eventi che sconvolsero Genova dal 19 al 22 luglio del 2001 sono passati alla storia per la violenza inaudita e arbitraria delle forze dell'ordine, per i depistaggi nelle indagini e i processi che ne sono seguiti, e restano tra le pagine più buie della storia repubblicana recente. Ma forse quello che abbiamo tutti un po' dimenticato è proprio quell'unione di migliaia di giovani, arrivati da tutto il mondo attorno a un'idea diversa di futuro, soffocata sul nascere in quei giorni, all'alba del nuovo millennio. Oggi, a venticinque anni di distanza, resta da chiedersi cosa sia rimasto di quello spirito, sotto il peso delle violenze di quei giorni".
È la domanda al centro della serata di giovedì 23 luglio, a cui provano a rispondere, da prospettive diverse, lo storico Carlo Greppi e il podcaster Francesco Berto. Carlo Greppi, storico e scrittore, è dottore di ricerca in Studi storici all'Università di Torino e fondatore dell'associazione Deina. Collabora con Rai Storia e Radio 3 e cura per Laterza la serie "Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti". Tra i suoi ultimi libri, "Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salvò Primo" (Laterza, 2023, tradotto in numerosi Paesi) e "Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecida" (Laterza, 2025, Premio speciale del Premio Mondello).
«Un quarto di secolo fa il G8 di Genova è stato un evento epocale sul piano della partecipazione, perché centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza - il movimento dei movimenti - per chiedere un mondo più giusto, e sul piano della repressione, perché quell'evento ha segnato in profondità almeno una generazione. Per questo è importante continuare a parlarne» - dice Carlo Greppi. Francesco Berto, storico e podcaster, è tra le voci di Cafè Novecento, podcast di divulgazione storica.
«Venticinque anni dalla morte di Carlo Giuliani, venticinque anni dal massacro della scuola Diaz, venticinque anni dalle torture della caserma di Bolzaneto, venticinque anni dai pestaggi indiscriminati per le strade di Genova - dice Francesco Berto - ma sono passati venticinque anni anche da quando più di trecentomila persone decisero di andare nel capoluogo ligure per gridare a pieni polmoni che un altro mondo era possibile, un mondo in cui le sorti del pianeta non venissero decise da otto persone in un palazzo affrescato, ma in cui ognuno degli altri sei miliardi di individui avesse la sua dignità. Quell'ideale è stato distrutto dai manganelli dei poliziotti a Genova, oppure è rimasto?»
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra SerMais - Società Civile Responsabile, che promuove percorsi di educazione alla cittadinanza democratica con le scuole del territorio; Cafè Novecento, il podcast di divulgazione storica di cui Berto è una delle voci; Nòva, il centro di produzione culturale e aggregazione giovanile ospitato nell'ex Caserma Passalacqua; e la falegnameria sociale Fadabrav, che ospita la serata.
L'ingresso è libero.