Novara - Riceviamo e pubblichiamo da Michele Contartese, già consigliere comunale a Novara e provinciale. La lettera è stata mandata anche al sindaco Alessandro Canelli, all’assessore all’Ambiente Elisabetta Franzoni e al comandante della Polizia Locale Paolo Cortese.
"Scrivo questa lettera guidato dall’esperienza diretta maturata in anni di lavoro sul campo come Ispettore Ambientale. Ho dedicato molto tempo alla tutela del nostro territorio, accertando violazioni, identificando responsabili e redigendo verbali. Tuttavia, la realtà quotidiana mostra un limite strutturale del nostro sistema: un’enorme quantità di sanzioni amministrative e pecuniarie rimane carta straccia. Spesso chi commette illeciti ambientali – come l’abbandono incauto di rifiuti o il degrado degli spazi pubblici – risulta del tutto inafferrabile sul piano patrimoniale. Non avendo beni intestati o redditi ufficialmente aggredibili, queste persone ignorano le sanzioni, ben consapevoli che la burocrazia non potrà scalfirle. Il risultato? Chi rispetta le regole continua a pagare le tasse anche per coprire i costi di bonifica e ripristino, mentre chi deturpa la cosa pubblica continua a farlo nell’impunità. È ora di cambiare paradigma e passare dalla semplice sanzione pecuniaria alla giustizia riparativa. I Comuni possono fare la loro parte stringendo convenzioni con il Tribunale e definendo appositi regolamenti comunali per prevedere che chi commette illeciti o reati ambientali compensi la comunità attraverso Lavori di Pubblica Utilità (LPU) o Lavori Socialmente Utili (LSU). Chi inquina o sporca i nostri quartieri non deve cavarsela con un verbale mai pagato: deve ripagare il danno restituendo decoro al territorio. Nello specifico, i trasgressori dovrebbero essere impiegati in attività quali: - pulizia straordinaria di strade, parchi e aree verdi comunali; - rimozione di micro-discariche e spazzamento dei quartieri; - manutenzione del decoro urbano ed eliminazione di imbrattamenti su beni pubblici; -supporto agli operatori della raccolta differenziata durante le giornate di pulizia straordinaria. Questa soluzione garantisce un forte valore educativo e dissuasivo (l’obbligo di prestare lavoro manuale incide molto di più di una multa non pagata), ristabilisce equità sociale per i cittadini onesti e offre un beneficio diretto e visibile a tutta la comunità. Rivolgo quindi un appello trasparente ai nostri amministratori locali affinché attivino gli strumenti normativi e le intese necessarie per rendere il lavoro di pubblica utilità una realtà operativa nel nostro Comune. Resto a disposizione delle istituzioni e dei cittadini per condividere l’esperienza accumulata e contribuire a una proposta regolamentare concreta. Distinti saluti".