Novara - Riceviamo e pubblichiamo da Patto per il Nord sezioni provinciali di Novara e Vercelli: "All’Allea e al Parco dei Bambini la situazione è ormai sotto gli occhi di tutti. Passeggiare senza rischiare una vera e propria “doccia” di escrementi è diventato quasi impossibile. Panchine, vialetti, giochi e aree verdi sono quotidianamente imbrattati, mentre cittadini, famiglie e bambini sono costretti a convivere con un degrado che non è più tollerabile. Eppure, ogni volta che qualcuno propone di affrontare seriamente il problema del contenimento degli ibis, spunta puntualmente chi preferisce fare la morale anziché avanzare una sola proposta concreta. La domanda è semplice: qual è la vostra soluzione? Perché indignarsi contro chi chiede di intervenire è facile, molto più difficile è spiegare ai cittadini come si intenda restituire decoro, sicurezza e piena fruibilità dei parchi senza adottare alcuna misura di contenimento. Sarebbe inoltre interessante anzi, importante, conoscere quali valutazioni siano state effettuate sotto il profilo igienico-sanitario. Fino a ieri il problema sembrava diventare improvvisamente urgente soltanto perché era tempo di Street Games, sfrattati da Piazza Martiri. Oggi, invece, tutto sembra normale, nonostante la situazione sia sotto gli occhi di chiunque frequenti quei parchi. È bene ricordare un fatto che qualcuno continua ad ignorare: l’ibis sacro non è una specie protetta, ma una specie esotica invasiva, inserita nell’elenco dell’Unione Europea. Il Regolamento (UE) n. 1143/2014 non invita a fare finta di nulla, ma prevede espressamente misure di prevenzione, gestione, controllo e contenimento proprio per limitare gli effetti negativi sulla biodiversità, sulla salute e sulle attività umane. Anche ISPRA ha elaborato specifiche linee tecniche per la gestione dell’ibis sacro, riconoscendo la necessità di intervenire nei territori in cui la specie determina criticità. Non stiamo quindi parlando di idee estemporanee o di iniziative improvvisate, ma dell’applicazione di strumenti previsti dalla normativa e supportati da valutazioni tecnico-scientifiche. Chi continua a liquidare ogni proposta di contenimento con slogan o prediche dovrebbe almeno avere l’onestà intellettuale e tecnica di indicare un’alternativa realmente efficace, perché limitarsi a dire “non bisogna intervenire” equivale, nei fatti, ad accettare che il degrado continui ad aumentare, scaricandone le conseguenze a tutti gli altri cittadini. I cittadini non chiedono l’impossibile ma più semplicemente chiedono di poter frequentare i parchi senza dover schivare gli escrementi, sedersi su una panchina pulita e lasciare giocare i propri figli in un ambiente decoroso. In sostanza chiedono semplicemente che le norme esistenti vengano applicate perché tra chi fa la morale e chi ogni giorno evita una pioggia di escrementi, noi scegliamo di stare dalla parte dei cittadini. Negare il problema non lo farà sparire. È arrivato il momento che il Comune, e chi per esso, escano dall’immobilismo e applichino tutti gli strumenti che la normativa europea e le indicazioni di ISPRA mettono già a disposizione. Meno moralismi, più responsabilità. Meno polemiche ideologiche, più rispetto per i cittadini".