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Scalfaro, le parole di Bignami offendono la verità storica

Centrosinistra Novara: "Canelli e Fratelli d'Italia prendano le distanze!"

Novara - Riceviamo e pubblichiamo dalle segreterie politiche di Novara di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Insieme per Novara, Alleanza Verdi e Sinistra e Psi: "Le dichiarazioni del Capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha attribuito al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro la responsabilità di aver "liberato 300 mafiosi", sono gravemente false e offensive. Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica, padre costituente e uno dei più illustri cittadini che Novara abbia mai espresso, merita il rispetto dovuto a chi ha servito lo Stato nelle sue più alte istituzioni. La critica politica è legittima, ma non lo è riscrivere la storia. La ricostruzione di Bignami non corrisponde ai fatti: nel novembre 1993 non furono liberati 300 mafiosi: per 334 detenuti non venne prorogato il regime del 41-bis. La responsabilità di quella decisione fu assunta dall'allora Ministro della Giustizia Giovanni Conso, mentre il Presidente della Repubblica non aveva alcuna competenza in materia. Attribuire a Scalfaro responsabilità che non ebbe significa colpire non solo la sua memoria, ma anche la verità storica e il rispetto dovuto alle istituzioni della Repubblica. Fratelli d'Italia governa anche la città di Novara, per questo chiediamo al Sindaco Alessandro Canelli, al senatore novarese Gaetano Nastri, agli assessori e agli amministratori di Fratelli d'Italia di prendere pubblicamente le distanze da dichiarazioni che infangano la memoria di uno dei più importanti novaresi della nostra storia. Per queste ragioni le forze politiche democratiche e progressiste di Novara presenteranno un Ordine del Giorno unitario affinché il Consiglio comunale riaffermi il rispetto della verità storica, difenda la memoria di Oscar Luigi Scalfaro e inviti tutta la città, a partire dalle sue istituzioni, a fare altrettanto. La difesa della memoria di un Presidente della Repubblica nato a Novara non è una questione di appartenenza politica. È una questione di verità, di rispetto delle istituzioni e di dignità della nostra città". 

«Galeazzo Bignami, l'uomo che si faceva fotografare vestito da SS, oggi da esponente di punta del partito di Giorgia Meloni getta fango su Oscar Luigi Scalfaro per provare a coprire la vergogna del caso Delmastro. Si tratta di un attacco sguaiato, gratuito e propinato per pura speculazione politica, che non possiamo e non dobbiamo tollerare». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, intervenendo duramente sulle recenti dichiarazioni di Galeazzo Bignami rivolte alla memoria dell'ex Presidente della Repubblica. «Oltre che vergognosa sul piano morale e istituzionale, questa accusa è storicamente falsa - sottolinea Rossi -. Il Presidente della Repubblica non decide sul regime del 41-bis, la cui applicazione, proroga o revoca sono prerogativa esclusiva del Ministro della Giustizia.. Inoltre, è un fatto storico accertato che il ministro dell’epoca, Giovanni Conso, si sia sempre assunto la piena responsabilità di quella scelta. Negli anni drammatici delle stragi di Cosa Nostra - prosegue il segretario dem - Oscar Luigi Scalfaro fu un baluardo intransigente nella difesa della democrazia repubblicana, capace di accompagnare con determinazione anche il neonato movimento antimafia, sorto proprio dalle ceneri di quelle stragi. Da novarese e da rappresentante delle istituzioni, provo una profonda indignazione per questo volgare attacco a un Padre Costituente e a un uomo di Stato che ha servito l'Italia nei momenti più difficili della sua storia. Per questo motivo - conclude Rossi - mi aspetto ora una presa di distanza pubblica dalle parole di Bignami da parte di tutti coloro che ricoprono incarichi istituzionali a Novara e in Piemonte, al di là delle appartenenze di partito. La ricerca della verità e il rispetto delle Istituzioni devono venire prima di qualsiasi convenienza di parte, se vogliamo davvero tenere insieme le fondamenta democratiche di questo Paese».