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Una via o una piazza intitolata a Gianni Correnti

La richiesta, a 10 anni dalla scomparsa dell'ex sindaco e senatore, arriva dal gruppo consiliare del Pd

Novara - Interessante iniziativa che parte dal gruppo consiliare del Partito Democratico, in memoria dell'ex sindaco e senatore Gianni Correnti, a 10 anni dalla sua scomparsa. In una mozione i consiglieri Pd Nicola Fonzo, Sara Paladini, Rossano Pirovano, Cinzia Spilinga, Emanuela Allegra e Mattia Colli Vignarelli, chiedono l'intitolazione di una via o di una piazza. "Il 13 ottobre 2026 ricorre il 10° anniversario della scomparsa di Gianni Correnti, sindaco di Novara dal 1997 al 2001; Correnti fu senatore nella X legislatura e deputato alla Camera nell’XI. Nella sua veste di parlamentare fece parte del Comitato per i procedimenti d’accusa e della Commissione d’inchiesta per i terremoti in Basilicata e Campania. Fu anche presidente della Camera penale di Novara. Negli anni divenne un professionista stimato oltre che un personaggio attivo nella vita politica, sociale, amministrativa della città. Da penalista di lungo corso, profondo conoscitore del codice, della procedura, dei problemi della giustizia, nel novembre 2013 scrisse all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai vertici dello Stato sollecitando la conversione della pena detentiva in quella pecuniaria, per far fronte al nodo del sovraffollamento delle carceri. E’ stato noto per le sue posizioni garantiste e contro la carcerazione preventiva: «Prima la gente si condanna, poi va in galera», una delle sue frasi più famose".

Il gruppo del Pd evidenzia inoltre che, apprendendo la notizia della morte del suo predecessore, il sindaco Alessandro Canelli proclamò il lutto cittadino e commentò «Un grande professionista e uomo delle istituzioni, punto di riferimento per generazioni di politici e amministratori novaresi. Il ricordo va ad una persona che è stata sindaco della nostra città, parlamentare e senatore, che ha sempre saputo dialogare e stabilire rapporti diretti con le persone. Restano il suo esempio professionale, la sua dedizione alle cause e agli ideali, la capacità di restare sempre e comunque un uomo autentico».