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Una Piazza Martiri della Libertà per tutti

Novara - Riceviamo e pubblichiamo da Forum per il bene comune - Novara 2030: "Il “Forum per il bene comune”, a fine luglio, richiamando l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, indicava l’urgenza di riprogettare il costruito e gli spazi urbani secondo nuovi criteri, per adattarli a un clima già cambiato. Un obiettivo per altro fatto proprio dal Consiglio Comunale con l’approvazione delle Linee Guida per il nuovo PRG, del dicembre 2023, che individuano come strategica la rigenerazione urbana “con l’intento di dare una risposta ad una nuova domanda di qualità nella fruizione degli spazi, offrire opportunità ad essi ed agli individui che le frequentano” e indicano, opportunamente, le NBS (Soluzioni basate sulla natura) quali “elementi progettuali multifunzionali” che “concorrono a rispondere in maniera efficace alle sfide attuali quali, ad esempio, il riscaldamento globale e i suoi effetti o il rischio naturale”. Tali soluzioni possono essere applicate, fin d’ora, nella progettazione di aree pubbliche, senza attendere l’approvazione del nuovo PRG. Piazza Martiri, in questa prospettiva, veniva indicata dal Forum quale occasione per segnare una discontinuità. La pedonalizzazione, ovviamente positiva, non è sufficiente a garantire una riappropriazione della piazza e un suo riuso, continuativo, da parte dei cittadini; le funzioni assegnate e la conseguente progettazione dello spazio (cosa si mette e come) non sono aspetti secondari ma determinanti. Il Forum Novara 2030, a seguito della presentazione di quanto elaborato dal Politecnico di Milano, chiedeva una ridefinizione, evidenziando alcuni aspetti negativi quali la mancata risoluzione del traffico in attraversamento e una configurazione di “piazza pavimentata” con un ruolo secondario del verde e assenza di spazi strutturati di aggregazione. Chiedeva, inoltre, di avviare un percorso di coinvolgimento dei diversi portatori di interessi (non quindi solo le associazioni ambientaliste), con invito rivolto all’amministrazione e a tutti i gruppi consiliari. Tali richieste non erano “fuori tempo rispetto alla partenza del treno”, come dichiarato dal Sindaco in risposta al Forum, in quanto il progetto del verde, delle fontane, dell’illuminazione, delle panchine, corrispondente al lotto 2, era tutt’altro che definitivo e appaltato: manca ancora circa 1 milione di euro per la copertura dei costi. Né costituivano un “polverone ecologista”, come sostenuto, durante una seduta di Commissione, dal Gruppo 5 Stelle in Comune che, con una lettera aperta presenta ora la richiesta di consultazione pubblica: esattamente quanto chiesto, dal Forum, a fine luglio. Il Forum ha esaminato gli atti del procedimento pubblicati all’albo pretorio, fino alla Deliberazione della Giunta Comunale n. 474 del 15.09.2026, che recepisce le richieste (o prescrizioni?) della Soprintendenza, assumendo a riferimento gli obiettivi di sostenibilità e in particolare quelli di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e di benessere e accesso inclusivo agli spazi pubblici. La piazza sarà più impermeabile. La superficie impermeabilizzata con il progetto aumenterà del 20% circa rispetto a quella del parcheggio. L’area occupata dai sassi di fiume attorno al monumento sarà sostituita dalla pavimentazione e sotto a tutta la nuova pavimentazione in pietra è prevista una gettata in calcestruzzo di 15 cm, non permeabile. Le acque meteoriche provenienti dalla quasi totalità della piazza, incluse quelle degli zampilli, sono raccolte mediante canalette e conferite nella rete fognaria (Tav. 10). Le strategie di adattamento chiedono invece di depavimentare e comunque di evitare di fare confluire le acque meteoriche nella rete fognaria, per scongiurare fuoriuscite e allagamenti e per non mandare in crisi i depuratori. Non risulta evidente il recepimento dei nuovi CAM (D.M. 24 novembre 2025), che definiscono specifici requisiti per l’uso sostenibile e protezione delle acque. La piazza avrà poco verde. Le aiuole a prato con arbusti coincidono sostanzialmente con quelle preesistenti attorno al monumento a cui si aggiungono i pochi metri quadri del ritaglio sotto ai previsti quattro lampioni (Tav. 4). Gli alberi, dagli annunciati “almeno 40”, sono scesi a 27, a seguito dello stralcio di quelli attorno al monumento, da richiesta del Soprintendente. Si prevede ora la messa a dimora di Aceri campestri, con una piantumazione costretta all’interno di una griglia quadrata di 180 cm di lato, invece cha all’interno di aiuole a prato, con ridotto apporto di acque piovane. In merito all’altezza, in base a quanto riportato dalla stampa, non potrà superare i 4-5 metri, limite che sembra trovare riscontro nella rappresentazione degli alberi nei disegni di progetto. Ciò contrasta con la Relazione agronomica di progetto che indica 10-15 metri a maturità (e vieta «categoricamente» la capitozzatura). Non solo, viene indicato di garantire un’altezza libera di almeno 2,50 m da terra. per il passaggio dei pedoni e quindi, nell’ipotesi di restare entro i 5 metri da terra, la chioma avrà una altezza massima di 2,5 m; definirlo albero è decisamente un complimento. Ma dalla dimensione della chioma dipende l’estensione dell’area ombreggiata ed il beneficio per differenza di temperatura nella stagione estiva, ovvero le condizioni di benessere e fruibilità della piazza. Gli zampilli consumeranno acqua potabile. Il progetto non prevede più le quattro vasche d’acqua, sostituite da zampilli sul lato nord e sud, privi di ombreggiamento e non associati a panchine. Tali zampilli saranno alimentati da acque prelevate dall’acquedotto e poi convogliate nella fognatura quando le strategie di adattamento ci chiedono di evitare sprechi e ridurre i consumi idrici. In altre città sono realizzate piazze o giardini della pioggia che consentono di raccogliere momentaneamente le acque meteoriche, con rilascio graduale nel suolo o in aree verdi interne alle stesse piazze. Il progetto inserisce, quale elemento di delimitazione/separazione tra strada (che resta a doppio senso di marcia e senza limitazioni di traffico) e piazza delle sfere in pietra che non hanno alcuna efficacia quanto a riduzione, per quanto possibile, dell’esposizione al rumore e agli inquinati da traffico e che non assicurano la sicurezza dei fruitori, mentre le soluzioni NBS rimandano all’utilizzo della vegetazione. Le panchine, in pietra e senza schienale (quanto confortevoli per la popolazione anziana in aumento?) sono disposte in modo tale che non si creano spazi favorevoli ad una socializzazione di gruppo. Il Forum, pur critico su alcune scelte strategiche, si impegna a presentare un contributo indicando soluzioni alternative e integrative per rendere maggiormente sostenibile il progetto e fruibile la piazza. Si anticipano, a titolo di esempio, alcune sollecitazioni: posare la pavimentazione in pietra su un letto drenante anziché sul calcestruzzo e realizzare trincee drenanti vegetate continue lungo i filari alberati ampliando le aree con aiuole. La superficie impermeabilizzata scenderebbe così dal circa 90% al circa 10%. Ribadiamo, pertanto, l’utilità di coinvolgere la cittadinanza e di riconsiderare le soluzioni attualmente definite, con l’obiettivo che la Piazza, pur nel necessario rapporto con il contesto storico-architettonico, diventi un luogo di appartenenza dei novaresi e concretamente vivibile per tutti".