Share |

Beni confiscati, Trecate in prima linea per la legalità

Il Consiglio comunale condivide la campagna «Diamo linfa al bene» e sollecita il Governo a destinare il 2% del Fondo unico di giustizia al recupero dei beni confiscati. «Se questa è una bandierina, siamo orgogliosi di piantarla. La prossima quando restituiremo il bene alla città»
Raffaele Sacco

Trecate - Il consiglio comunale di Trecate ha approvato l’ordine del giorno a sostegno della gestione e del recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, aderendo alla campagna nazionale «Diamo linfa al bene». Il documento, condiviso dalla Giunta e da tutta la maggioranza, sollecita il Governo a destinare il 2% delle risorse del Fondo unico di giustizia al recupero e alla valorizzazione dei beni sottratti alle mafie. «È una decisione importante, che va ben oltre l'adesione a una campagna» afferma il sindaco Raffaele Sacco (foto).

«La presenza della criminalità organizzata sul nostro territorio non è un'ipotesi astratta: Trecate è stata interessata dal processo Idra che ha fatto emergere la presenza della criminalità organizzata anche nella nostra realtà. Di fronte a questa situazione abbiamo il dovere di tenere alta l'attenzione e costruire anticorpi culturali, sociali e istituzionali. La lotta alla criminalità organizzata non si esaurisce nelle indagini e nelle operazioni delle forze dell'ordine: passa anche dalla capacità dello Stato e delle comunità di riprendersi ciò che è stato sottratto illegalmente e restituirlo ai cittadini», ha aggiunto il primo cittadino.

L’importanza dell’iniziativa è confermata anche dai dati regionali: secondo il dossier di Libera sul Piemonte pubblicato nel 2026, la nostra regione è penultima in Italia per capacità di riutilizzo dei beni confiscati, con appena il 23% dei beni destinati effettivamente riutilizzati, a fronte di una media nazionale del 45%. 

«Quando un immobile confiscato diventa un luogo di lavoro, un'impresa, un servizio o uno spazio di sostegno alle persone più fragili, il messaggio è chiaro: la criminalità non può decidere il destino di un territorio. A Trecate abbiamo due beni confiscati, un'abitazione e un box auto. Il nostro obiettivo è lavorare affinché l'appartamento possa diventare un centro antiviolenza: un luogo di tutela e libertà» precisa Sacco.