Galliate - Riceviamo e pubblichiamo da Paolo Bressi, capogruppo FdI in Consiglio comunale a Galliate: "Prendo atto del comunicato congiunto delle forze di maggioranza di sinistra che governano Galliate, in merito all'immagine diffusa dal referente locale della sigla 'Futuro Nazionale'. Pur trattandosi di una realtà politica diversa e distinta da Fratelli d'Italia, la posizione mia e del gruppo di opposizione che rappresento è da sempre indiscutibile: la divisa e i fregi delle Forze dell’Ordine sono simboli sacri della Repubblica. Non devono mai essere utilizzati come strumenti di propaganda elettorale. Se in quel materiale vi siano state violazioni di norme o regolamenti vigenti, saranno esclusivamente le autorità competenti ( militari o giudiziarie ) a verificarlo e a procedere nei confronti del diretto interessato, che peraltro ha già provveduto a modificare la propria comunicazione. La politica non è un tribunale. Tuttavia, leggendo le altisonanti dichiarazioni della maggioranza sulla 'difesa della democrazia', sull' 'imparzialità delle Forze dell'Ordine' e sul 'rispetto della Costituzione', è impossibile non rilevare una doppia morale imbarazzante da parte di chi amministra la nostra città. I partiti di maggioranza che oggi scrivono che 'la divisa è onore' e che 'non possono esistere silenzi o convenienze politiche', sono gli stessi che da oltre un mese mantengono un silenzio complice e di assoluta convenienza sulle gravissime condotte di un esponente di spicco della loro stessa maggioranza, il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Gabriele Arati. Un consigliere che sostiene la giunta e che ha definito pubblicamente gli agenti di Polizia come 'servi', invocando l'uso dei Gulag. Dov’era la preoccupazione dei partiti di governo galliatesi per il prestigio delle Forze dell’Ordine quando il loro capogruppo insultava chi indossa quella divisa? Dov’era il loro rispetto per la Costituzione quando si invocavano i campi di concentramento sovietici? Il tempo dei diversivi e del fumo negli occhi per salvare una poltrona è finito. Il 30 luglio in Consiglio Comunale si discuterà e si voterà la mozione di censura e la richiesta di dimissioni che ho depositato contro il Consigliere Arati. In quell'aula, davanti a tutti i galliatesi, la maggioranza dovrà dimostrare se il rispetto per le istituzioni e per chi ci difende è un valore reale o solo un comodo paravento elettorale".