Galliate - Riceviamo e pubblichiamo da Gabriele Arati, capogruppo Movimento 5 Stelle Galliate: "In risposta al post e alla richiesta formale presentata dal consigliere Paolo Bressi sulla sosta nell’area della piscina comunale, ritengo necessario chiarire un punto fondamentale: il rispetto del Codice della Strada non può declinato a piacimento in base alla stagione, alla comodità del momento o alla convenienza politica. Chiedere genericamente “buonsenso” alla Polizia Locale davanti ad auto in divieto di sosta significa far passare un messaggio molto grave: che chi è chiamato a far rispettare le regole dovrebbe chiudere un occhio quando la violazione diventa numerosa o politicamente utile da raccontare. È una posizione qualunquista, sbagliata e pericolosa ma soprattutto folcloristica da chi si autoproclama difensore delle forze dell’ordine pretende repressione e tolleranza zero ma poi per opportunismo politico chiede alla Polizia locale di chiudere entrambi gli occhi. La Polizia Locale non lavora per il consigliere Bressi o contro i cittadini. Lavora per tutelare la sicurezza di tutti: pedoni, ciclisti, famiglie, bambini, automobilisti e utenti della piscina. Mettere i cittadini contro chi ogni giorno svolge il proprio dovere è un atteggiamento irresponsabile, soprattutto da parte di chi ricopre un ruolo istituzionale. Nessuno nega che, nei periodi di maggiore affluenza, il tema della sosta vada affrontato. Ogni proposta seria può essere valutata. Siamo tutti ben contenti che la piscina comunale lavori, richiami famiglie e ragazzi e rappresenti un servizio vivo del nostro territorio. Proprio per questo serve serietà, non propaganda a giorni alterni. Invito i cittadini galliatesi, quando possibile, a raggiungere la piscina anche a piedi o in bicicletta. È una scelta semplice, sostenibile e utile per ridurre traffico e criticità nei momenti di maggiore afflusso. Se il qualunquismo spicciolo del consigliere Bressi, mischiato a una evidente approssimazione amministrativa, dovesse rappresentare l’alternativa per Galliate, allora si comprende bene quanto poco abbia da offrire quella presunta alternativa. La sicurezza stradale non si difende a targhe alterne un buon amministratore si giudica anche per la coerenza e la capacità di fare scelte magari impopolari ma di buon senso per la collettivà. Le regole valgono sempre, non solo quando fa comodo usarle contro l’Amministrazione".
La contro-replica di Paolo Bressi (Fdi) non s'è fatta attendere: "Nessuna tolleranza alla sosta selvaggia, ma la Giunta programmi i servizi. Attaccano per paura: sanno di non essere in grado di fare parcheggi. È necessario ristabilire immediatamente la verità dei fatti di fronte alle dichiarazioni palesemente false e strumentali diffuse dal consigliere Arati, il quale preferisce inventare una realtà parallela pur di fare da scudo all'incapacità programmatoria di questa Amministrazione. Contrariamente a quanto falsamente affermato nel suo comunicato, il sottoscritto non ha mai chiesto alla Polizia Locale di 'chiudere un occhio' o di tollerare l'anarchia stradale. Nel mio intervento ho messo nero su bianco, in un italiano accessibile a tutti, che chi sbaglia a parcheggiare ha torto, che le regole vanno rispettate e che la sicurezza stradale viene prima di tutto. La Polizia Locale svolge il proprio dovere applicando il Codice della Strada, e nessuno lo contesta. La mia critica è e rimane squisitamente politica ed è rivolta a chi governa il paese. La verità è che questa maggioranza, e chi le fa da stampella, attacca con aggressività solo per pura paura politica: hanno paura perché sanno perfettamente di non essere in grado di pianificare e realizzare i parcheggi necessari per le strutture del nostro territorio. È inaccettabile che una struttura pubblica di tale portata operi a pieno regime estivo senza che la Giunta abbia previsto un piano straordinario per la sosta e la viabilità, scaricando poi questa cronica incapacità strutturale sulle famiglie e sugli utenti a suon di verbali. Governare significa trovare soluzioni, come le aree suppletive temporanee e le deroghe stagionali, non limitarsi a dire ai cittadini con bambini piccoli o a chi arriva da fuori paese di 'andare a piedi o in bicicletta' per nascondere i propri fallimenti. Infine, trovo grottesco e quasi bizzarro che a salire in cattedra per difendere d’ufficio il corpo della Polizia Locale sia proprio il consigliere Arati, noto alle cronache locali per aver pesantemente insultato sui social network le forze dell’ordine, comportamento per il quale ho già chiesto formalmente le dimissioni in Consiglio Comunale. La coerenza e il rispetto per chi indossa una divisa si dimostrano con le azioni e con il linguaggio di tutti i giorni, non usandoli come scudo politico per coprire il vuoto amministrativo di questa maggioranza. Da chi insulta le forze dell'ordine non accetto lezioni di legalità".