Galliate - In merito alle dichiarazioni del Sindaco Alberto Cantone sullo sgombero dell'ex Maglificio Mirsa, il Consigliere Comunale e Capogruppo di Fratelli d'Italia, Paolo Bressi, rilascia la seguente nota: "È evidente che il Sindaco Cantone sia in totale affanno. Utilizzare gli organi di stampa per lanciare un attacco politico mirato e personalizzato contro la mia figura e contro l'azione di Fratelli d’Italia è il classico tentativo di fuggire dalle proprie responsabilità, cercando un capro espiatorio per nascondere l'inerzia della sua Giunta. Nel suo comunicato, il Sindaco tenta di giustificare sedici anni di occupazione senza tutele affermando che nel 2010 l’Amministrazione 'con una semplice lettera... confermava la possibilità di utilizzare i locali'. Una semplice lettera non è un titolo giuridico. Il Sindaco sta ammettendo pubblicamente che l'Ente ha tollerato per anni l'utilizzo di un immobile pubblico senza una convenzione o una copertura legale idonea. Il mio ruolo ispettivo e l'azione di Fratelli d'Italia hanno semplicemente portato alla luce una situazione di grave rischio che la Giunta conosceva ma tollerava. Il Sindaco stesso ammette che i Vigili del Fuoco 'hanno constatato la presenza di una notevole quantità di materiale combustibile... che determina un elevato carico di incendio potenziale in assenza di adeguate attrezzature per la sua rilevazione e spegnimento'. Pretendere il rispetto delle norme non significa 'attaccare il volontariato', significa tutelare la vita delle persone che questa Amministrazione ha deliberatamente fatto accedere a una struttura non a norma e priva di presidi antincendio. I volontari meritano spazi sicuri, non di essere usati come scudo politico per coprire le spazi sicuri, non di essere usati come scudo politico per coprire le carenze del Comune. Il fulcro della questione non è quale sigla usasse lo stabile come ospite, ma come ci stava e chi doveva controllare. Chi oggi prova a far passare la nostra azione di trasparenza come una 'caccia alle streghe' dimostra una profonda ipocrisia. Viene da chiedersi dove sia stato in tutti questi anni chi faceva opposizione prima di noi: per anni sui banchi della minoranza e, al tempo stesso, strettamente legato ai vertici di quel mondo associativo che utilizzava quegli spazi comunali. Come mai la vecchia minoranza non ha mai mosso un dito in quindici anni per fare un'indagine ispettiva o un accesso agli atti come ho fatto io? Forse perché quando c'è di mezzo la vicinanza politica le regole e la sicurezza dei volontari diventano un dettaglio sacrificabile? Noi non guardiamo in faccia alle convenienze elettorali: pretendiamo sicurezza per tutti, senza trattamenti di favore. La colpa del disservizio attuale ricade interamente sulla totale incapacità di pianificazione della maggioranza. Il Sindaco dichiara testualmente che 'al momento il Comune di Galliate non ha immobili a disposizione idonei per poter stoccare i materiali che verranno sgomberati', giustificandosi dicendo che 'gli eventi sono stati più impetuosi e veloci di quanto potessimo immaginare'. La sicurezza e la legalità non sono imprevisti 'impetuosi', sono i doveri minimi di chi amministra. Se la Giunta sapeva fin dall'autunno del 2024 che l'immobile era degradato e destinato a progetti residenziali, aveva il dovere di trovare un'alternativa per le associazioni prima di trovarsi con un ordine di sgombero coatto dei Vigili del Fuoco. Fratelli d'Italia non si fa intimidire da questi attacchi preventivi a mezzo stampa rivolti alla mia persona. Di fronte a questa ammissione di colpa e alle gravi incongruenze riscontrate sulle coperture assicurative del patrimonio comunale, la nostra azione va avanti. Domani mattina l'intero fascicolo documentale, arricchito dalle dichiarazioni confessorie del Sindaco, sarà trasmesso alla Procura Regionale della Corte dei Conti per le verifiche sui profili di danno erariale. La sicurezza dei galliatesi e la tutela del patrimonio pubblico per noi vengono prima della propaganda. A breve seguirà la nostra risposta ufficiale nelle sedi istituzionali competenti".