Trecate - Riceviamo e pubblichiamo da Fratelli d'Italia Trecate: "Fuori dal comune? No, fuori dalla realtà. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una campagna anonima e ambigua, lanciata senza logo né riferimenti, costruita per creare narrazioni di malcontento, che oggi si rivela essere la presentazione del “paladino della giustizia” nonché candidato sindaco delle sinistre trecatesi, Raffaele Sacco. Un modo di iniziare che dice già molto: una candidatura costruita sull’idea di “cambiare tutto”, ma che in realtà rivela le solite facce e svela tutti i limiti di chi in questi anni non ha saputo fare neanche opposizione. Tanto è vero che anche oggi in occasione della presentazione del loro aspirante a sindaco, le sinistre non hanno avuto il coraggio di esporsi con i propri simboli di partito. Una scelta che la dice davvero lunga perché sul palco non c’era nulla di civico, ma solo i soliti volti dei dirigenti delle sinistre locali che da anni, puntualmente, ci provano senza mai riuscirci. Un copione già visto, che conferma come la loro unica vera strategia sia quella di nascondersi dietro sigle e facciate “civiche” per mascherare il fallimento politico di chi rappresentano. Tornando poi al candidato, non possiamo non ricordare che in tre anni di Consiglio Comunale, Sacco non ha mai dimostrato né capacità di guidare la minoranza, anzi si è sempre appiattito sulle posizioni puramente ideologiche del PD, né di proposte concrete per la nostra città. Sarà forse stato scelto per la sua attività amministrativa? Un fantasma avrebbe fatto più rumore! Non si può non affermare che la discrezione non gli manca: non ci fosse stato, nessuno se ne sarebbe accorto! Puntano forse sulla sua preparazione? Come non ricordare gli emendamenti al bilancio presentati insieme alla sua parte politica che sono risultati imprecisi o non conformi dal punto di vista amministrativo, giuridico e contabile, tanto da essere dichiarati inammissibili, a dimostrazione di una totale mancanza di preparazione e competenza che però dovrebbero essere alla base di chi ambisce a governare la seconda città della provincia. D’altronde le sinistre hanno più volte dichiarato in Consiglio che non sono interessati ai pareri tecnici, peccato solo che poi, per dare concretezza a qualsiasi azione amministrativa, quei pareri siano vincolanti! Sarà bene che il candidato lo annoti: i pareri tecnici non vanno d’accordo con la propaganda! Ora Sacco vorrebbe “prendersi a cuore Trecate”? Forse arriva un pò tardi, e soprattutto pare piuttosto distaccato dalla realtà che oggi dice di voler rappresentare. Un nostro accesso agli atti rivela che tramite l’applicazione Municipium si è contraddistinto per le sue sole 8 segnalazioni: davvero un record di “assiduo impegno” che viene superato soltanto dai suoi “compagni di banco” che sono riusciti a farne anche meno, addirittura zero come Uboldi e Sansottera. C’è però una verità che va ribadita e cioè che la sua candidatura non è affatto civica, come tentano di far credere per raccimolare un pò di consenso. È invece l’espressione diretta delle sinistre trecatesi, sostenuta e costruita dentro il cosiddetto “campo largo”, dove il Partito Democratico ha ceduto ai diktat del Movimento 5 Stelle. D’altra parte già ad agosto i 5 Stelle avevano dichiarato pubblicamente che avrebbero appoggiato solo un candidato civico nel fronte progressista. E così è stato. Il PD, pur di tenere insieme di tutto e di più, ha rinunciato a esprimere una propria figura di riferimento, accettando un candidato indicato da chi in città arriva tirato al 4%. Un fatto che certifica la debolezza politica e organizzativa del PD locale, incapace di proporre un proprio progetto e costretto a inseguire le scelte altrui. A questo punto è piuttosto chiaro: il progetto Sacco non è “fuori dal comune”, ma fuori dalla coerenza e distaccato dalla realtà. Un’operazione politica fragile, nata male e costruita peggio, che dimostra ancora una volta quanto le sinistre trecatesi siano lontane dai cittadini e dalle loro vere esigenze. Del resto, dopo una campagna misteriosa e senza volto, una presentazione senza simboli, non potevano che puntare su un candidato… fantasma".