Galliate - Riceviamo e pubblichiamo: "Gli organismi direttivi galliatesi del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di AVS e di Galliate Futura chiedono verifiche sul materiale politico diffuso da Futuro Nazionale e invitano tutte le forze politiche a prendere le distanze da una scorretta e sconveniente operazione di propaganda politica. I firmatari del documento esprimono profonda preoccupazione per il materiale diffuso dal Comitato costituente “Futuro Nazionale – Galliate 1656”, nel quale un ex appartenente all’Arma dei Carabinieri viene ritratto in uniforme, con il grado militare ben evidenziato, e presentato come referente locale di un movimento politico. Il diritto di ogni cittadino, anche dopo il collocamento in quiescenza, di aderire a un partito e partecipare liberamente alla vita politica non è in discussione. Il problema è un altro: la divisa, i gradi, i fregi e il prestigio dell’Arma dei Carabinieri non possono essere trasformati in strumenti di propaganda politica o utilizzati per attribuire autorevolezza istituzionale a una formazione di parte. L’immagine pubblicata solleva seri interrogativi sulla compatibilità dell’utilizzo dell’uniforme e dei simboli dell’Arma con le norme e i regolamenti vigenti. Per questa ragione si richiede formalmente alle autorità competenti di effettuare tutte le necessarie verifiche e, qualora fossero riscontrate irregolarità, di adottare i provvedimenti previsti. Galliate non ha bisogno di gradi militari trasformati in titoli politici, né di divise trascinate nella competizione tra partiti. Ha bisogno di cittadini, idee, responsabilità e rispetto delle istituzioni. Si richiede pertanto a tutte le forze politiche e ai rappresentanti del Consiglio comunale di Galliate di prendere pubblicamente e senza ambiguità le distanze dall’utilizzo politico della divisa. Su principi come l’imparzialità delle Forze dell’ordine, il rispetto della Costituzione e la difesa della democrazia non possono esistere silenzi o convenienze politiche. La divisa è onore quando rimane al servizio della Repubblica. Trasformarla in propaganda significa indebolire proprio quelle istituzioni che si afferma di voler difendere".