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Medici di base a Galliate, Bressi (Fdi): L'ASL applica le norme, è il Municipio che deve creare attrattività

Galliate - Sulla complessa vicenda dei 1.700 cittadini di Galliate rimasti senza medico di famiglia a seguito del pensionamento della dottoressa Varolotti, interviene il Consigliere comunale e Capogruppo Paolo Bressi. Un intervento che nasce non solo dal ruolo politico, ma anche dalla diretta esperienza professionale che Bressi vive quotidianamente all’interno della struttura dell’ASL Novara. «Apprezzo l'onestà intellettuale e la sensibilità dimostrata dal Presidente del Consiglio Comunale Bifano, che ha riconosciuto pubblicamente la gravità della situazione chiedendo scusa ai cittadini e sollecitando un intervento — dichiara Bressi —. La presa di posizione di una carica così importante della maggioranza solleva però una domanda spontanea: se persino il Presidente del Consiglio ammette il vuoto e chiede scusa, il Sindaco dove si trova? Qual è la risposta della Giunta di fronte a 1.700 galliatesi lasciati senza assistenza? Da operatore sanitario che conoce dall’interno la macchina dell’ASL, ci tengo a tutelare l’operato e la correttezza dell’Azienda Sanitaria: i bandi e le procedure per la copertura dei medici di medicina generale seguono iter e tempistiche rigide stabilite a livello regionale e nazionale. L’ASL applica le normative vigenti in un quadro di drammatica carenza nazionale di professionisti».

Secondo il Capogruppo Bressi, il vero nodo scoperto riguarda la capacità di pianificazione del Comune: «È la guida del Municipio che sta dormendo sui problemi della città. Un’Amministrazione attenta non attende passivamente che i problemi esplodano a fine agosto: il Sindaco deve muoversi mesi prima per creare attrattività, offrire incentivi e rendere il nostro Centro Medico una destinazione appetibile per i nuovi medici. I disagi per i 1.700 galliatesi, in particolare per anziani e fragili costretti a cercare un medico nei Comuni vicini, richiedono risposte immediate e non solo scuse - conclude Bressi -. Rinnovo l’invito al Sindaco e alla Giunta ad aprire subito un tavolo d’emergenza con la direzione dell’ASL Novara, mettendo a disposizione fin da ora la mia personale disponibilità a sedermi a quel tavolo con spirito di collaborazione e con le mie competenze, per individuare soluzioni temporanee e garantire la continuità assistenziale in paese».