Galliate - Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alberto Cantone (foto): "In merito ad un articolo apparso su un media, a nome dell’Amministrazione Comunale di Galliate, ritengo doveroso fornire le dovute precisazioni, al fine di ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti. Durante la seduta consiliare del 30 luglio scorso, convocata principalmente per discutere i provvedimenti relativi alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, al punto 7 dell’ordine del giorno è stata posta in discussione la proposta di mozione inerente la richiesta di dimissioni del Consigliere Gabriele Arati. La proposta di mozione è stata portata al Consiglio in seduta pubblica, pur riguardando personalmente un Consigliere, con la convinzione che la questione dovesse essere affrontata nella sede istituzionale per favorire un dibattito politico civile, democratico e trasparente. Nel corso della discussione, il Consigliere Arati ha dato lettura di una parte di una nota del 15 marzo scorso, a firma di un Consigliere Comunale di minoranza, dal contenuto censorio evidentemente spiacevole e minaccioso, come i presenti hanno potuto ascoltare. Va precisato che non si è verificata alcuna “fuga di notizie” e non vi è stata alcuna consegna irregolare di documenti riservati. La nota citata era indirizzata alla Segretaria Comunale, come avviene normalmente per la corrispondenza indirizzata ad uno specifico ufficio e/o responsabile, e faceva parte di una serie di comunicazioni originate da una precedente richiesta di accesso agli atti e di chiarimenti. Non era quindi un documento estraneo all’attività amministrativa già oggetto di accesso. Va anche sottolineato che nel documento non indicato alcun carattere di riservatezza o di esclusività e non erano presenti dati sensibili o informazioni personali che richiedessero una particolare tutela. Già durante la seduta consiliare sia l’Amministrazione che la Segretaria Comunale avevano escluso qualsiasi ipotesi di consegna “mirata” o di divulgazione irregolare di documenti riservati da parte degli uffici, e che sarebbe comunque state effettuate tutte le verifiche necessarie. La circostanza più importante però è un’altra: il Consigliere Arati aveva presentato, in data 6 luglio 2026, una regolare richiesta di accesso agli atti, con la quale chiedeva, tra gli altri documenti, anche la nota in questione. Il documento era quindi nella piena disponibilità del Consigliere a seguito di una regolare procedura di accesso agli atti e non per effetto di presunta fuga di notizie. Durante il Consiglio è stata sollevata anche una questione più generale, relativa alla possibilità per un Consigliere Comunale di accedere a documenti collegati alle richieste di accesso presentate da altri Consiglieri. La normativa riconosce loro un diritto di accesso particolarmente ampio, proprio perché devono poter disporre delle informazioni necessarie per svolgere pienamente il proprio mandato. Questo diritto non è naturalmente senza limiti, ma deve essere esercitato nel rispetto delle regole e delle esigenze di buon funzionamento dell’Amministrazione. Nel caso specifico, non si sono riscontrate ragioni che impedissero l’accesso alla nota: il documento era stato espressamente richiesto, non aveva carattere riservato e non conteneva dati sensibili o personali. Per queste ragioni parlare di “fuga di notizie” offre ai cittadini una rappresentazione scorretta di quanto accaduto, alimenta un’immagine distorta dell’operato degli uffici, ed osservo che non è la prima volta che una parte della minoranza tenti di screditare pubblicamente il loro operato, anche coinvolgendo enti sovraordinati, atteggiamento che finora però non ha portato da questi ultimi a nessun tipo di censura o di invito a correggere le procedure interne. L’Amministrazione Comunale ritiene quindi importante separare il legittimo confronto politico, ancorché molto acceso, da ricostruzioni che rischiano di alimentare un’immagine distorta dell’operato degli uffici che, confermiamo, hanno agito nel pieno rispetto delle normative, e continuerà a garantire, nell’esercizio delle proprie funzioni, trasparenza, rispetto delle regole e piena collaborazione con gli organi istituzionali. E’ questo, infine, il chiarimento doveroso nei confronti della cittadinanza: nessuna fuga di notizie, nessuna “manina” che effettua consegne irregolari, ma un documento ottenuto attraverso un regolare accesso agli atti".