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Imparare sul campo

Il Liceo Classico del Don Bosco incontra il mondo dell'impresa per creare un progetto di solidarietà

Borgomanero - Che cosa significa davvero Startup? Come si trovano dei finanziamenti per il proprio business? Come nasce un'idea che diventa progetto, e un progetto che diventa realtà? Sono queste le domande che hanno animato gli studenti del Liceo Classico del Collegio Don Bosco, impegnati nella curvatura di Gestione e Strategia d'Impresa, protagonisti di un percorso formativo che va ben oltre i confini dell'aula.

A rendere possibile tutto questo è Zoppis Società Benefit srl, realtà imprenditoriale del territorio che da diversi anni investe concretamente nella formazione dei giovani, portando nelle scuole non slide e dispense, ma professionisti in carne e ossa, esperienze autentiche e sfide reali. Carlo Zoppis, amministratore della società, ha scelto di mettere a disposizione degli studenti non solo la propria competenza imprenditoriale, ma un'intera rete di formatori di alto livello: dall'esperto di marketing al comunicatore digitale, dall'imprenditore internazionale al consulente di strategia aziendale.

Il risultato è un percorso che trasforma i ragazzi di liceo in giovani professionisti in erba, capaci di ragionare su problemi complessi e di presentare le proprie idee al mondo.

Lo scorso anno ne è stata la prova più tangibile: gli studenti avevano allestito in autonomia uno stand alla Fiera del Giusto, spiegando ai visitatori cos'è una Società Benefit e accogliendoli con un cocktail ideato e realizzato interamente da loro. Un momento che aveva colpito il pubblico per la competenza e la sicurezza con cui quei giovani sapevano raccontare temi tutt'altro che semplici.

Quest'anno la sfida è ancora più ambiziosa: progettare una startup con un forte impatto sociale per sostenere il Bar-In di Briga Novarese, un luogo pensato per offrire lavoro e crescita professionale a persone con disabilità.

Al fianco degli studenti si sono alternati Andrea Burocco, CEO di Fluida Europe, Davide Milani e Stefania Moz di JAM AREA, Luca Poletti e Giulia Gallo di ADR Comunicazione. Un percorso coordinato da Barbara Ferrarese, che tiene insieme le fila di un progetto destinato a continuare anche per il prossimo anno scolastico.

“L’entusiasmo dimostrato dagli studenti durante gli incontri testimonia quanto il dialogo tra scuola e mondo del lavoro possa rappresentare un’importante opportunità educativa. – commenta il coordinatore didattico Emanuela Negri - Iniziative come questa permettono di costruire un ponte tra formazione e realtà professionale, offrendo ai giovani la possibilità di sviluppare competenze, curiosità e senso di responsabilità. Un ringraziamento particolare va a tutti i professionisti che hanno scelto di dedicare il proprio tempo agli studenti, condividendo esperienze, competenze e visioni”.

“Il nostro obiettivo non è insegnare nozioni - spiega Carlo Zoppis - è mettere i ragazzi di fronte alla realtà, con tutto ciò che comporta: l'entusiasmo, la complessità, la responsabilità. Perché è lì che si forma davvero una persona, prima ancora che un professionista”.

" Sono molto felice che i nostri studenti possano aiutare una realtà come Bar-In – aggiunge Fabio Perna collaboratore del dirigente scolastico - perchè l'aspetto umano, di solidarietà e di inclusione, è fondamentale per costruire onesti cittadini del futuro come diceva Don Bosco"

“Credo che la scuola debba sempre più integrare i progetti territoriali nella didattica, senza considerarli attività extracurriculari. Il mondo di oggi è complesso e veloce – conclude Alessandro Salbego docente di Diritto ed Economia e coordinatore degli studenti coinvolti nel progetto - e fare scuola significa anche saper collegare ciò che accade fuori dall’aula con i percorsi di apprendimento”.

In un momento in cui il divario tra scuola e lavoro resta uno dei nodi irrisolti del nostro sistema, iniziative come questa dimostrano che un altro modo è possibile.

E che spesso nasce dalla scelta di un'impresa locale di guardare oltre il proprio business.