Novara - Si è conclusa la prima fase del progetto pilota “In sospeso. Ritrovarsi per ripartire insieme”, promosso da Sbulloniamo Insieme APS con il sostegno della Fondazione Comoli Ferrari e della Fondazione Banca Popolare di Novara. L’iniziativa ha coinvolto studenti delle scuole secondarie di primo grado del territorio novarese con l’obiettivo di trasformare la sospensione scolastica in un’occasione concreta di crescita personale e reinserimento sociale. Le due scuole di Novara che hanno aderito all’iniziativa sono state il Convitto Nazionale Carlo Alberto e l’I.C.R.L. Montalcini.
“In sospeso. Ritrovarsi per ripartire insieme” promuove lo sviluppo di competenze relazionali, creative ed emotive, contribuendo alla prevenzione del disagio e del bullismo, attraverso il lavoro integrato di psicologi, educatori, arteterapeuti e mediatori familiari, supportati da una rete di volontari.
Ispirato al modello francese delle “classes relais”, il progetto propone un approccio innovativo che integra Terapia Espressiva Integrata (TEI) e percorsi di cittadinanza attiva. Il modello si articola in tre fasi: una prima fase intensiva laboratoriale (“In Sospeso”), una fase di accompagnamento e lavoro sul contesto classe (“RitrovarSi”), e una fase conclusiva di restituzione collettiva (“Ripartire Insieme”), come hanno raccontato e condiviso Valentina De Marchi, Psicoterapeuta per adolescenti e adulti e Debora Giordi, Drammaturga di Comunità, coinvolte nelle attività all’interno delle scuole.
Nel periodo gennaio-marzo 2026 il progetto ha coinvolto complessivamente 386 persone, tra cui 263 studenti e 123 docenti, questi ultimi attivamente partecipi attraverso osservazioni strutturate nei Consigli di Classe. L’intervento ha interessato 24 classi (14 del Convitto Carlo Alberto e 10 della Scuola Pajetta), registrando un alto grado di adesione pari all’88,2% degli studenti coinvolgibili.
Elemento distintivo del progetto è stata l’adozione di strumenti avanzati di valutazione multidisciplinare, tra cui: moduli alert per la definizione del profilo iniziale dello studente; il diario di bordo multidisciplinare con valutazioni su scala (1-5) nelle aree arteterapeutica, educativa, psicologica e di coordinamento; test sociometrici per analizzare le dinamiche relazionali di classe; moduli digitali anonimi per rilevare la percezione del clima scolastico.
IL MONITORAGGIO DEL PROGETTO
I dati raccolti evidenziano risultati significativi e offrono una lettura articolata dell’impatto del progetto. Nello specifico oltre il 90% degli studenti ha espresso un giudizio positivo sull’utilità del percorso, in particolare per quanto riguarda la capacità di gestire le emozioni. Anche sul piano relazionale emerge un miglioramento del clima di classe, con un cambiamento percepito tra pari pari al 61,0% nel Convitto Carlo Alberto e al 66,9% alla Pajetta.
Particolarmente rilevante è l’efficacia sui casi a maggiore criticità, che raggiunge l’85%, segnalando un impatto concreto anche sui profili più complessi. Infine, nell’88% dei casi, si osserva l’emergere di forme di leadership positiva riconosciute dai pari, a conferma della capacità del percorso di attivare dinamiche virtuose all’interno dei gruppi classe.
Michela Agnesina, Presidente Sbulloniamo Insieme APS ha sostenuto come”A fronte dei risultati della prima sperimentazione l’iniziativa ha potuto dimostrare concretamente come sia possibile costruire una narrazione alternativa della sanzione disciplinare, trasformandola in un’occasione di apprendimento e responsabilizzazione, centrando assolutamente l’obiettivo che ci siamo preposti. Auspichiamo di poterlo replicare e che molti altri Istituti accolgano la possibilità di farne esperienza”.
Le scuole coinvolte hanno espresso grande apprezzamento per la riuscita del progetto e per l’impatto che ha avuto sull’intero sistema scolastico.
“Il progetto si è dimostrato una ‘giusta intuizione’. Come ha detto uno dei nostri ragazzi coinvolti, abbiamo capito che non siamo ultimi e che abbiamo i numeri per andare avanti. Non ci poteva essere migliore evidenza che l’iniziativa ha raggiunto l’obiettivo principale: dare un’opportunità educativa.” Ha sottolineato Nicola Fonzo Dirigente scolastico del Convitto Nazionale ‘Carlo Alberto’, che ha aggiunto “Da parte nostra (docenti, educatori) cosa abbiamo appreso? Innanzitutto, che spesso ci affidiamo a facili stereotipi, tipo: Non ha voglia, Si deve impegnare, ecc. Invece, se togliamo questi lenti e siamo disponibili ad osservare autenticamente, ci sono sempre degli stimoli da cui partire per avviare una relazione educativa. Infine, abbiamo avuto la conferma che il gruppo (la classe) può fare la differenza in più e in meno. Quindi qualunque intervento autentico su ragazze/i In Sospeso coinvolge gli adulti e i pari. Da qui vogliamo ripartire per il prossimo anno scolastico. Un sentito ringraziamento All’Associazione Sbulloniamo Insieme APS, alla Fondazione Banca Popolare di Novara e alla Fondazione Comoli Ferrari. Hanno avuto coraggio, dimostrandosi lungimiranti.”
“Come Istituto sia grati di aver potuto sperimentare questo progetto, perché ha creato uno spazio naturale di ascolto e confronto, che è un fattore importante e imprescindibile di crescita. Non solo per i ragazzi presi in carico dal progetto, ma con significative ricadute su tutto il resto della scuola” ha affermato Simona Sironi, Dirigente scolastica dell’I.C. Rita Levi Montalcini.
“Lavorare con gli adolescenti significa immergersi in un’età che, per definizione, è un ‘non essere più’ e un ‘non essere ancora’: è il tempo della soglia, il mondo della pura possibilità”, dichiara Tiziana Napoli, progettista e coordinatrice dell’iniziativa. “In questo percorso abbiamo scelto di mettere l’arte al centro, utilizzandola come bussola per orientarsi nel caos emotivo e per trasformare il vuoto della sospensione in uno spazio di espressione autentica. Sono profondamente grata per questa opportunità e desidero ringraziare di cuore il Convitto Nazionale Carlo Alberto e l’I.C.R.L. Montalcini; con entrambe le scuole si è creato un clima di ascolto reciproco e un desiderio sincero di fare squadra, dove ognuno ha portato il proprio tassello fondamentale per costruire un nuovo modello di accoglienza e crescita. Ed è solo l’inizio! Abbiamo già ideato le modalità di prosecuzione, gli aspetti migliorativi del progetto e siamo pronti a ripartire.”
Ancora una volta l’iniziativa mostra una città che sa fare rete per la propria comunità, soprattutto quando si tratta di investire sul futuro dei propri ragazzi: “Abbiamo accettato di sostenere questo progetto a scatola chiusa, si trattava di un progetto pilota in fondo. Ma a noi piace sperimentare. E il successo che ha riscontrato ci dice che abbiamo fatto bene a crederci. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che questo progetto l’hanno reso possibile sul campo e si sono messi in gioco, primi tra tutti i ragazzi. Oggi è parso molto chiaro il loro bisogno ‘ci siamo sentiti ascoltati’, hanno ripetuto più volte. Ecco, per questo ci piace e ci inorgoglisce aderire a progetti che mettano al centro i ragazzi: perché ci piace l’idea di fornire loro gli strumenti per accoglierli, e di poter piantare un semino che sarà poi loro cura poi coltivare” ha commentato Anastasia Ferrari, Presidente della Fondazione Comoli Ferrari.
“La Fondazione della Banca Popolare di Novara, a fronte dei risultati particolarmente positivi della sperimentazione del progetto, esprime la propria soddisfazione – ha dichiarato il Presidente Franco Zanetta – e, in considerazione della provata validità dell’iniziativa, ha stabilito di stanziare un budget adeguato da destinare all’estensione su più ampia scala del progetto “IN SOSPESO” di Sbulloniamo Insieme APS.”