Novara - Riceviamo e pubblichiamo dal prof. Nicola Fonzo, direttore scolastico del Convitto Carlo Alberto di Novara: "In un’epoca in cui la comunicazione digitale e la velocità della vita quotidiana rischiano di mettere in ombra le esperienze quotidiane, nasce “SottoBanco”, il nuovo giornalino scolastico del Convitto Nazionale Carlo Alberto. Perché un giornalino scolastico nel 2025? Siamo rimasti al XX secolo? Sappiamo già che ci sarà chi penserà così, ma la realtà è molto diversa dai preconcetti. Vogliamo presentarvi un progetto che non è nato per caso, ma dalla volontà condivisa di creare qualcosa che resti, che unisca e che rappresenti specialmente voi. Ogni giorno attraversiamo gli stessi corridoi, condividiamo sguardi rapidi, sorrisi, interrogazioni, ansie, lezioni e amori. Eppure, ciò che viviamo si perde nel fumoso ripetersi della quotidianità, nelle conversazioni fugaci, nella routine. Ed è proprio da qui che nasce la nostra idea: offrirvi uno spazio in cui fermare ciò che siete, ciò che avete fatto e ciò che vorreste diventare,venendo ascoltati. “SottoBanco” non è solo un insieme di articoli, è un punto d'incontro. È uno spazio dove raccontare, informarsi, restare aggiornati sulla vita scolastica partecipandovi con maggiore consapevolezza. Porteremo contenuti riguardanti progetti, iniziative e storie che vale la pena raccontare. Ma prima di tutto persone. Il motivo per cui lo facciamo è semplice: vogliamo rafforzare il senso di comunità; crediamo che una scuola più informata sia una scuola più unita, il substrato ideale per costruire relazioni forti, più consapevoli, più autentiche. Leggere “SottoBanco” vuol dire ricordarsi che, per quanto possa sembrarvi, in alcuni momenti, che tutto vada storto, non siete soli; le nostre orecchie avranno sempre un’attenzione particolare per tutto ciò che vi sentirete di dirci, non solo come studenti, ma come membri attivi di una comunità viva, che cambia e ha bisogno il sostegno di ognuno di voi. Dietro queste pagine c'è un gruppo di ragazzi diversi tra loro per idee, interessi, personalità e competenze, ed è proprio questo a renderci ricchi: la diversità; ognuno di noi porta qualcosa perché soli siamo come pagine sparse di un capolavoro che aspetta solo di essere letto. Non siamo qui per apparire, ma per lasciare un segno indelebile".