Milano - Due anni di lavoro sono bastati perché una squadra composta quasi totalmente da giocatori provenienti dal settore giovanile, con l’innesto di pochi elementi di esperienza, arrivasse fino alla finale della IFL 2. I Seamen 3.0 tornano ad affacciarsi a un evento importante in campo nazionale, a quattro anni dall’ultima partecipazione all’Italian Bowl. Nel mezzo ci sono due partecipazioni alla ELF e la terza rinascita sotto l’egida Fidaf che oggi ha già dato, qualunque sarà il risultato della finale contro Trento, i suoi frutti.
Sabato scorso, 20 giugno, contro una signora squadra come Padova, davanti al pubblico delle grandi occasioni che stoicamente ha sopportato un caldo a dir poco asfissiante, i Seamen hanno dato spettacolo fin dall’inizio trovando il primo vantaggio con una connessione aerea confezionata da Raven Ines e Simone Cavallo e reagendo subito al pareggio patavino con un ritorno di tentativo di trasformazione che Federico Bassi ha trasformato in due punti preziosi.
Sull’8 a 6 la Milano blue navy ha preso in mano il comando delle operazioni trovando nel secondo quarto due touchdown: il primo a opera di Guido Iddas su una corsa da 3 yarde, il secondo di Gioele Schiavoni su ricezione.
Il punto esclamativo su una prestazione da incorniciare lo hanno messo poi Ryan Lonzar con un fantastico ritorno di kick off a inizio secondo tempo, a espandere il vantaggio sul 29 a 6 e la difesa che nella seconda parte della gara ha piazzato intercetti e giochi importanti per limitare l’attacco veneto. La meta finale dei Saints ha fissato il punteggio sul 29-12 riportando lo scarto a un valore più congruo per quanto visto in campo.
Ora tutta l’attenzione si sposta sull’atto conclusivo, in programma il 4 luglio a Ferrara, nel quale i Seamen potrebbero conquistare uno dei pochi trofei che ancora manca nella ricca bacheca blue navy.