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Basket College Novara: Teneteci fuori dalle vostre beghe!

Andrea Delconte

Novara - Riceviamo e pubblichiamo da Andrea Del Conte, presidente del Basket College Novara: "Basket College Novara è costretta ad intervenire dopo l’ennesimo capitolo di una vicenda che, negli ultimi mesi, ha visto la nostra società finire ripetutamente al centro del dibattito politico e mediatico cittadino, fino ad arrivare alla Commissione consiliare convocata per discutere della situazione delle società sportive rispetto ai canoni e agli utilizzi degli impianti comunali. Lo diciamo con chiarezza: noi non siamo un caso politico, come su alcuni media locali è stato riportato. Siamo una società sportiva che lavora ogni giorno sul territorio, con famiglie, ragazzi, allenatori e volontari, e che svolge un ruolo sociale prima ancora che sportivo. Per questo riteniamo doveroso ristabilire i fatti e chiedere, con dignità e misura, che lo sport novarese, la pallacanestro in particolare, venga tenuto fuori dalle beghe e dalle dinamiche di scontro politico. È un dato oggettivo che non può essere archiviato come “normale dialettica”: in questa sola stagione sportiva abbiamo assistito in Consiglio Comunale a tre interrogazioni, a un paio di interventi  durante la discussione della mozione di sfiducia all’Assessore dello Sport ed ora anche alla Commissione consiliare di ieri.  Un’attenzione da parte delle forze politiche di opposizione che definire inaudita non è enfasi, ma cronaca: un accanimento mediatico-politico senza precedenti verso una società sportiva che opera tra ragazzi, famiglie e volontari, e che dovrebbe essere valutata per ciò che produce - educazione, disciplina, inclusione - non per la sua “spendibilità” nel dibattito. Nel corso della seduta di ieri è emerso (e lo ribadiamo con serenità e senso di responsabilità) che Basket College Novara sta adempiendo puntualmente al piano di rientro concordato ed ha già versato dieci delle dodici rate mensili previste e peraltro sta adempiendo regolarmente anche alle fatture relative agli utilizzi della stagione attualmente in corso. Questo è il cuore della questione. È la verità dei numeri e dei pagamenti, non la verità “percepita” di titoli, insinuazioni o ricostruzioni parziali. E chiarisce un punto decisivo, anche a favore delle altre società sportive, se vogliamo: la rateizzazione è uno strumento previsto e regolato, non un privilegio. Non è un “regalo”. È un percorso amministrativo che, per definizione, comporta costi ulteriori (interessi e oneri) e che quindi rappresenta un vantaggio economico per l’Ente concedente rispetto a un pagamento dilazionato senza maggiorazioni. Ieri, infatti si è parlato anche di altre associazioni sportive: correttamente, in un contesto istituzionale improntato alla riservatezza. Ed è esattamente ciò che avremmo auspicato sin dall’inizio: regole e controlli sì, con criteri uguali per tutti, ma senza trasformare una singola società in un bersaglio permanente “da prima pagina” prima di aver adeguatamente verificato ogni singola posizione. Per mesi, invece, Basket College Novara è stata esposta a una pressione mediatica sproporzionata: una realtà sportiva, la nostra, additata, inseguita, messa in discussione pubblicamente, mentre su altre posizioni - pur esistenti - si è mantenuto giustamente il riserbo. È questa asimmetria che non accettiamo: perché il rispetto delle persone e delle comunità sportive dovrebbe valere sempre, non a geometria variabile. In questo clima, si sono persino diffuse – ad arte e guarda caso a vantaggio di chi, sia cestisticamente che politicamente parlando – ricostruzioni non corrispondenti al vero: si è voluto insinuare che Basket College Novara utilizzerebbe spazi, palestre o impianti senza meriti e senza corrispondere al Comune quanto dovuto. Ieri, la sede istituzionale ha riportato tutti al terreno dei fatti: paghiamo, e lo facciamo puntualmente, tanto sull'unico piano di rientro in essere quanto sulle fatture correnti della stagione in corso. Non ci aspettiamo delle scuse dagli interroganti e da chi si è prestato a fare da cassa di risonanza (ci auguriamo involontariamente e senza dolo): lo sport ci insegna che non si scende in campo per umiliare l’avversario o cercare rivincite morali. Ma una presa d’atto sì. Da parte di chi ha scelto di buttare la nostra società sportiva in pasto alle cronache e, soprattutto, da coloro i quali hanno alimentato o rilanciato quella narrazione. Questo ci sembra il minimo. Ci sembra dovuto. Per rispetto della verità e per rispetto di centinaia di ragazzi e famiglie che ogni giorno entrano in palestra per crescere in serenità, non per finire in un gossip malevolo. Ribadiamo quindi ancora con chiarezza: non abbiamo mai goduto di favori o privilegi. Al contrario, riteniamo di aver subìto in più occasioni condizioni meno favorevoli rispetto ad altre realtà. Prova ne rimane, tra gli episodi che il mondo sportivo conosce bene, la gestione di disponibilità impiantistiche della scorsa estate che ha visto - in periodi rilevanti - un utilizzo concentrato di spazi cittadini da parte di altre società, mentre la nostra attività ha dovuto adattarsi, comprimere, riorganizzare. È un tema che non chiediamo di trasformare in polemica, ma che richiamiamo come principio: equità e rotazione reale nella disponibilità degli impianti, evitando concentrazioni sistematiche quando si hanno già a disposizione alternative logistiche e strutture private ulteriori sul territorio. Lo sport non può diventare una gara a “chi occupa di più”, ma deve essere un sistema che consenta a tutti di programmare attività con criteri trasparenti e uguali. C’è poi un tema che non può essere ignorato: via Poerio. Da gennaio 2025 quell’area attende interventi comunali annunciati e fondamentali per ripristinare le condizioni minime di sicurezza dei nuovi investimenti in attesa. E, allo stato, ci viene rappresentato che verosimilmente neppure questa estate tali interventi potranno concretizzarsi nei tempi utili: circostanza che rischia di impedirci, ancora una volta, di organizzare le nostre fondamentali attività estive. Nel frattempo, a nostre spese e cura ci viene comunque richiesto dall’amministrazione comunale di garantire manutenzioni e servizi essenziali (custodia, apertura, chiusura, gestione ordinaria) senza poter svolgere in pieno le attività. È un impegno quotidiano, concreto, che nessun titolo racconta, ma che pesa sulle spalle di chi fa sport davvero. Abbiamo appreso peraltro che l’intervento su via Poerio sia ora stato ricondotto nella sfera dell’assessorato ai Lavori Pubblici: bene. Ma proprio questo conferma che il problema è strutturale e richiede risposte rapide ed operative, non semplificazioni mediatiche. E allora la domanda è inevitabile e la poniamo in conclusione con sobrietà: sarebbero stati questi i “trattamenti di favore”? Attendere per mesi interventi indispensabili, non poter programmare l’estate, sostenere gravosi oneri gestionali quotidiani e, al contempo, essere esposti a una esposizione politica e mediatica senza precedenti? Basket College Novara è, prima di tutto, un presidio educativo e sociale: portiamo i colori novaresi in giro nella massima espressione di campionato cittadino, formiamo ragazzi, sosteniamo famiglie, facciamo inclusione, insegniamo disciplina e rispetto, teniamo aperta una palestra di comunità. Il nostro lavoro ha un valore pubblico, e solo per questo riteniamo meriti rispetto, al pari di altri. Per questo diciamo, senza giri di parole: teneteci fuori dalle vostre beghe! Chiediamo che la politica faccia il suo mestiere - controllare, verificare, migliorare regole - ma senza usare lo sport come terreno di scontro e senza trasformare il nome di una società sportiva in una clava. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: pagare, lavorare, educare, costruire futuro. E chiediamo alle istituzioni una cosa semplice: stesso rispetto, stesse regole, stessa misura per tutti. Nel bene e nel male".