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BENVENUTI IN SERIE C: NOVARA C'ERA GIA'. E NON E' UNA PROPRIETA' PRIVATA

Comunicato ufficiale dal Basket College Novara

Novara - Riceviamo e pubblichiamo dal Basket College Novara: "Abbiamo letto con attenzione le recenti dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa da altra società cittadina neopromossa nel campionato di Serie C di pallacanestro e riteniamo opportuno intervenire, come sempre, con serenità, rispetto e senso delle proporzioni.  Da anni Basket College Novara opera sul territorio con un'idea molto semplice: la pallacanestro novarese cresce quando crescono le opportunità per tutti, non quando qualcuno pretende di rappresentare da solo un intero movimento. Per questo motivo ci ha colpito un riferimento al cosiddetto 'campanilismo'. Difendere la pluralità delle associazioni sportive, la libertà di scelta delle famiglie e il diritto di ogni società a sviluppare il proprio progetto non è campanilismo.  È, al contrario, il presupposto fondamentale di qualsiasi sistema sportivo sano, moderno e realmente orientato alla crescita dei giovani. Ciò che invece non possiamo condividere è l’idea che la crescita numerica, da sola, possa diventare automaticamente titolo per chiedere spazio, centralità o rappresentanza esclusiva. I numeri contano, certamente. Ma nello sport contano anche i metodi, la correttezza dei rapporti, il rispetto dei percorsi altrui, la trasparenza verso le famiglie e la capacità di convivere lealmente con altre realtà del territorio. Quanto all'obiettivo dei mille tesserati, non possiamo che formulare i nostri migliori auguri. Pur non essendo ancora chiaro se si tratti di una 'banfata' oppure di un obiettivo sportivo, statistico o demografico, confidiamo che ad una crescita quantitativa corrisponda sempre una pari crescita qualitativa. Perché nello sport giovanile il valore di un progetto non si misura soltanto da quanti entrano dalla porta, ma soprattutto da ciò che diventano una volta entrati. Da tempo assistiamo a una narrazione secondo cui il problema principale sarebbe sempre la carenza di impianti. È un tema reale, che conosciamo bene e che riguarda tutti. Ma non può diventare il ritornello utile a giustificare ogni richiesta, ogni pressione e ogni tentativo di accreditarsi come unico interlocutore della pallacanestro novarese davanti alle istituzioni. Le istituzioni devono essere di tutti. Gli spazi pubblici devono essere assegnati secondo criteri chiari, oggettivi, trasparenti e rispettosi del lavoro di ogni società. Nessuno può pensare di rappresentare da solo una città complessa, viva e sportivamente plurale come Novara.  Appare pertanto singolare che chi è approdato in Serie C finalmente ma soltanto oggi, dopo una permanenza perenne nei campionati regionali, manifesti l'ambizione di proporsi ancora una volta quale principale o esclusivo rappresentante della pallacanestro novarese. Constatando peraltro come all'interno di questa promozione in Serie C, trovino spazio numerosi protagonisti che hanno condiviso una parte significativa della loro crescita sportiva dentro Basket College Novara, compresi tecnici e atleti. È una circostanza che, lungi dall'essere motivo di polemica, conferma semplicemente il valore del nostro lavoro svolto in questi anni e il contributo che la nostra società ha dato alla crescita ed agli stimoli sopiti per decenni nella pallacanestro novarese, prima di noi mai stata in grado di essere adeguatamente rappresentata nei campionati superiori. Colpisce inoltre che il tema della carenza di spazi venga nuovamente evocato dalla stessa realtà che, legittimamente, dispone durante tutto l'anno di un impianto privato interamente dedicato alla pallacanestro. È una disponibilità dominante e privilegiata che molte altre società sportive novaresi purtroppo non hanno, e tuttavia sembra che questo aspetto non venga mai tenuto in debita considerazione nel sistema di assegnazione degli impianti pubblici e nel dibattito sportivo cittadino. Le recenti dichiarazioni quindi, più che dissipare quei dubbi, sembrano purtroppo confermare come il confronto non riguardi soltanto la disponibilità di strutture, ma una diversa visione del sistema sportivo cittadino: da una parte chi ritiene che la crescita passi attraverso la collaborazione tra realtà diverse; dall'altra chi sembra continuare a considerare naturale una progressiva concentrazione di funzioni, strutture e rappresentanza attorno ad un unico, privilegiato soggetto che, si ribadisce, già gode di ampissimi spazi privati e ne richiede ancora altri pubblici facendo finta di non rendersi conto di sottrarli ad altri. Su questo punto la nostra posizione rimane chiara e immutata. Novara è sufficientemente grande, ricca di energie e di passione sportiva da non aver bisogno di alcun monopolio o egemonia, né sportiva né culturale. Per questo appare difficile comprendere la continua rivendicazione di ulteriori spazi, compresi, e guarda caso, impianti storicamente utilizzati da altre realtà cittadine e nei quali esse hanno costruito negli anni la propria identità sportiva, il proprio settore giovanile e il proprio radicamento territoriale. La forza di un progetto non dovrebbe misurarsi dalla quantità di strutture che riesce ad accentrare attorno a sé, bensì dalla qualità del lavoro educativo, tecnico e sociale che riesce a sviluppare al loro interno. Alla luce di queste considerazioni, assumono una diversa prospettiva e non stupiscono più anche le polemiche che nei mesi scorsi hanno interessato il tema dell'assegnazione degli impianti sportivi cittadini e che hanno portato Basket College Novara, insieme ad altre associazioni sportive del territorio, a subire una narrazione negativa su situazioni debitorie arrivate addirittura in più occasioni all'attenzione del Consiglio Comunale. Con il senno di poi, quelle contestazioni appaiono oggi tutt'altro che casuali. Non si trattava allora, e non si tratta oggi, di difendere interessi particolari o posizioni di rendita. Si trattava e si tratta di affermare un principio semplice: gli impianti comunali appartengono alla collettività e devono essere amministrati nell'interesse dell'intero movimento sportivo cittadino, evitando che possano consolidarsi situazioni percepite come dominanti (senza nemmeno esserlo) privilegiate o squilibri suscettibili di penalizzare altre associazioni che, con identica dignità e storicamente prima di loro, svolgono quotidianamente una funzione educativa, sociale e sportiva sul territorio.  La crescita dello sport cittadino passa dalla valorizzazione di tutte le realtà che operano sul territorio, non dalla loro marginalizzazione. Le strutture sportive sono un patrimonio della comunità e devono rimanere strumenti di inclusione, pluralismo e sviluppo per tutti. Da parte nostra continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto e che dimostreremo ancora: lavorare in palestra, investire sui giovani, formare atleti, sostenere famiglie, costruire percorsi tecnici credibili e di qualità, confrontarci sul campo con chiunque. Senza proclami. Senza pretese di esclusività. Senza la necessità di individuare avversari esterni per legittimare il proprio percorso. La pallacanestro novarese ha bisogno di collaborazione, rispetto reciproco e sana competizione. Non di egemonie. Per questo continueremo a difendere il principio che ci ha sempre guidati: più opportunità, più società, più sport, più basket. Per tutti. Arrivederci sul parquet, che rimane sempre e per fortuna, il luogo migliore".