Novara - Ci sono gare che si concludono con una medaglia e altre che raccontano qualcosa di più: la crescita di una società, il valore del lavoro quotidiano e il coraggio di atleti che non smettono di mettersi alla prova. Per il Centro Judo Novara, domenica 18 ottobre, al Pala Maggiore di Leinì, è stata una giornata che racchiude tutto questo. Le qualificazioni ai Campionati Italiani hanno portato nuove soddisfazioni, risultati importanti e soprattutto la conferma di un percorso costruito nel tempo, senza scorciatoie, con la convinzione che ogni traguardo debba essere il punto di partenza per quello successivo.
In palio c’erano i pass per i Campionati Italiani Assoluti A2, in programma a Ostia il 7 e 8 novembre, e per i Campionati Italiani Esordienti B, previsti nella stessa sede il 21 e 22 novembre. Un appuntamento che metteva in gioco ambizioni e mesi di preparazione, nel quale gli atleti novaresi hanno saputo rispondere con prestazioni di rilievo, portando la società a conquistare il secondo posto nella classifica femminile e il quarto nella classifica generale. A guidare la squadra verso questo risultato è stata una serie di piazzamenti che testimoniano la solidità del gruppo: medaglia d’oro per Maya Anchisi nei 70 kg Cadette, splendido argento per Gabriele Martinone nei 90 kg e bronzo per Marco Vestali nei 73 kg. Quinta posizione per Manuel Moneta nei 90 kg, mentre Mattia Moneta e Gloria Morelli hanno chiuso al settimo posto nei 57 kg. Risultati diversi, ciascuno con la propria storia, ma uniti dalla stessa voglia di competere e dalla determinazione di chi sa che, per arrivare in alto, occorre prima di tutto avere il coraggio di provarci.
Il risultato che più di tutti merita di essere raccontato è quello di Maya Anchisi. La giovane atleta del Centro Judo Novara ha conquistato l’oro nella categoria 70 kg, Maya è infatti ancora una cadetta e domenica era la più giovane atleta in gara: eppure, anziché considerare la differenza d’esperienza come un limite, ha scelto di confrontarsi.
Per Maya, però, Leinì non è soltanto una vittoria. È una nuova tappa di una stagione che sta assumendo contorni straordinari. A marzo aveva conquistato la finale dei Campionati Italiani Cadetti A2, proprio a Leinì; a maggio aveva raggiunto quella Juniores A2 a Bari e ora, con la qualificazione agli Assoluti A2 di novembre a Ostia, si prepara a vivere la sua terza finale nazionale consecutiva, affrontando tre appuntamenti di grande rilievo in altrettante classi di gara. Un percorso che, per una judoka ancora cadetta, rappresenta un risultato di assoluto valore e che segna una pagina importante per il judo novarese. Tre finali, tre occasioni per confrontarsi con avversarie sempre più esperte, tre esperienze che contribuiranno alla sua crescita ben oltre il risultato finale. Perché il vero successo, in questo caso, non è soltanto ciò che Maya riuscirà a conquistare a Ostia, ma il cammino che l’ha portata fin lì: la capacità di accettare nuove sfide, di misurarsi senza paura e di trasformare ogni esperienza in un’opportunità per migliorare.
Il maestro Flavio Vestali guarda con soddisfazione ai risultati ottenuti a Leinì, che vanno ad aggiungersi alle qualificazioni già conquistate attraverso il ranking nazionale. Un bilancio che assume un peso ancora maggiore considerando il quadro complessivo della stagione. Il Centro Judo Novara è infatti, secondo quanto evidenziato dalla società, l'unica realtà della provincia ad aver portato propri atleti alle qualificazioni nazionali, dall’inizio dell’anno, nelle diverse classi d’età e sia in campo maschile sia in quello femminile. Non si tratta soltanto di una questione di numeri, ma della conferma di un lavoro che coinvolge atleti con percorsi e obiettivi differenti, accompagnandoli verso appuntamenti sempre più impegnativi. Il valore di una società sportiva si misura anche da questo: dalla capacità di creare opportunità, sostenere la crescita dei propri ragazzi e dare continuità ai risultati, senza perdere di vista il percorso individuale di ciascuno.
A conquistare il pass per i prossimi appuntamenti tricolori sono stati Simon Vestali, Gabriele Martinone, Maya Anchisi e Mattia Di Giorgio. Per loro si apre ora una nuova fase, fatta di preparazione, concentrazione e attenzione ai dettagli, con la consapevolezza che una finale italiana non rappresenta un punto d’arrivo, ma un’occasione per verificare quanto si è cresciuti e quanto ancora si può migliorare. Arrivare a questo livello significa essersi guadagnati la possibilità di confrontarsi con i migliori e di rappresentare il proprio lavoro, la propria società e il proprio territorio su un palcoscenico nazionale. A Ostia serviranno determinazione, lucidità e capacità di affrontare ogni incontro con la giusta mentalità. Ma, indipendentemente da ciò che dirà il tatami, la qualificazione resta un traguardo che premia l’impegno e apre nuove prospettive.
A sintetizzare lo spirito con cui il Centro Judo Novara affronta questa fase della stagione è il dirigente Walter Ferrari, che guarda ai prossimi appuntamenti con entusiasmo, ma soprattutto con la consapevolezza della strada percorsa: «Il finale di stagione ci riserva ancora tante aspettative e ci invoglia a migliorare sempre di più. Se ripensiamo alla nascita della società, circa dodici anni fa, vediamo un percorso costruito passo dopo passo. Siamo partiti dai primi tornei locali, siamo arrivati alla conquista dei titoli regionali e alle convocazioni regionali, poi alle prime finali nazionali, fino a diventare sempre più presenti in questi appuntamenti. Sono arrivate le medaglie nei tornei, ai Campionati Italiani e nelle competizioni internazionali, con alcuni atleti che hanno attirato anche l’interesse nazionale. Tutto questo è il risultato di un lavoro che continua ogni giorno e che ci spinge a guardare avanti, senza accontentarci. Noi costruiamo, mentre lasciamo agli altri gli alibi».
Parole che restituiscono il senso di una crescita maturata in poco più di un decennio. Il Centro Judo Novara ha iniziato il proprio cammino costruendo esperienza nelle competizioni locali, per poi raggiungere gradualmente traguardi regionali, qualificazioni nazionali, finali italiane e medaglie anche in campo internazionale. Una progressione che non si è fermata al singolo risultato, ma ha trovato continuità nella presenza degli atleti agli appuntamenti più importanti. È questa la differenza tra un successo isolato e un percorso sportivo: il primo può regalare una giornata indimenticabile, il secondo richiede organizzazione, competenza, costanza e la capacità di ripartire ogni volta con nuovi obiettivi.
E mentre i più esperti si preparano alle sfide tricolori, ogni risultato diventa anche un messaggio per i più giovani che si avvicinano al tatami. Le medaglie fanno notizia, le qualificazioni riempiono d’orgoglio, ma dietro ogni atleta che arriva a una finale c’è un percorso fatto di allenamenti, sacrifici, momenti difficili e piccoli progressi quotidiani. È proprio in questo percorso che il judo insegna il suo valore più profondo: affrontare le difficoltà, rispettare gli avversari, accettare le sconfitte e trovare la forza di riprovarci. Vincere è importante, ma imparare a lottare per un obiettivo lo è ancora di più. Adesso lo sguardo è rivolto a Ostia, con quattro atleti pronti a rappresentare il Centro Judo Novara nelle finali nazionali e con la consapevolezza che la stagione ha ancora molto da raccontare. La società continua a crescere, i risultati confermano la bontà del lavoro svolto e nuove sfide attendono il gruppo. A Maya, Simon, Gabriele, Mattia e a tutti gli atleti va il merito di aver contribuito a questo cammino, ciascuno con il proprio impegno e le proprie capacità. Perché il traguardo più bello non è soltanto salire sul podio, ma guardarsi indietro e riconoscere quanta strada si è percorsa, senza perdere la voglia di andare avanti. E se c’è una lezione che arriva da Leinì, è proprio questa: i risultati non nascono per caso, si costruiscono giorno dopo giorno. Bravi ragazzi, continuate a crescere, sul tatami e nella vita, con lo stesso coraggio, la stessa passione e la stessa determinazione. Il percorso è ancora lungo, ma la strada intrapresa è quella giusta.