Novara - Sabato e domenica il PalaPiacco di Vercelli ha respirato judo senza pause: due giornate dense, vibranti, costruite attorno ai Campionati Nazionali Universitari 2026, che hanno portato sul tatami 169 studenti‑atleti, con 117 uomini e 52 donne pronti a contendersi ogni centimetro di gara nelle categorie individuali. Un colpo d’occhio potente, quello del judo universitario, capace di unire studio, passione e ambizione sportiva in un’unica, intensa direzione. Per l’Università ha combattuto Marco Vestali, impegnato negli 81 kg. La sua corsa purtroppo si ferma al primo incontro, ma resta il valore dell’esperienza, della presenza e della volontà di misurarsi in un contesto nazionale che non regala nulla. Ogni gara è un mattone, e questo rimane. Mentre a Vercelli si consumavano le gare per il titolo, un’altra nota importante illuminava il Centro Judo Novara: la convocazione di Mattia Di Giorgio allo Stage “Judo Randory Day dello Stretto”, tenutosi dal 22 al 24 maggio a Furci Siculo. Tre giorni di randori, confronto, crescita tecnica e mentale. Mattia rientra a casa con una consapevolezza più solida, un bagaglio più ricco e quella scintilla che solo gli stage di alto livello sanno accendere.
Nel frattempo, il resto della squadra continua a lavorare con determinazione verso il prossimo grande appuntamento: il Trofeo Italia, una delle gare più significative della stagione, dove ogni punto pesa e ogni incontro può cambiare la classifica del ranking. L’obiettivo è chiaro: tornare a conquistare quella medaglia che manca da un po’, in un contesto di altissima caratura tecnica. La preparazione procede serrata, con la voglia di dimostrare che il lavoro quotidiano, silenzioso e costante, prima o poi presenta sempre il conto. Il Centro Judo Novara esce da questa settimana con due direzioni che si intrecciano: la competizione e la crescita, la sfida e la formazione, la gara e lo stage. Due strade diverse, un’unica identità.