Novara - “Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: le recenti novità normative” è il titolo dell’incontro di approfondimento in programma venerdì 18 ottobre, alle 9.30, nella sede dell'Associazione Industriali di Novara, in C.so Cavallotti 25, a Novara. L’incontro, che avrà come relatore Riccardo Ricci (Apb srl – Verifiche Attrezzature di Lavoro, sede di Novara) vuole fornire alle imprese i chiarimenti necessari in seguito alle modifiche che il “Decreto del fare” ha apportato alle norme in materia di verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro e che hanno fatto emergere alcune problematiche di carattere operativo.
«Le modifiche – spiega il responsabile delle aree Qualità e Innovazione dell’Ain, Giovanni Rossitti (nella foto) – sono piuttosto rilevanti, così come le implicazioni conseguenti, e non rappresentano sempre una semplificazione per le imprese. In primo luogo i termini per effettuare la prima verifica delle attrezzature di lavoro sono ridotti da 60 a 45 giorni. Il termine decorre, però, a differenza di quanto previsto precedentemente, dalla “messa in servizio” delle attrezzature e non dal momento della richiesta da parte del datore di lavoro. Questo cambiamento introduce un aggravio per le aziende perché impone impropriamente una verifica subito dopo la messa in servizio, quindi per un’attrezzatura del tutto nuova, e non alla scadenza della periodicità prevista, andando contro lo spirito della norma secondo cui le verifiche periodiche servono per valutare nel tempo lo stato di “conservazione e di efficienza” delle attrezzature. Restano confermati sia la competenza dell’Inail sullo svolgimento della prima verifica sia il suo iter procedurale. Un’importante semplificazione riguarda, invece, le verifiche successive alla prima: il datore di lavoro può infatti liberamente scegliere se affidare la verifica delle attrezzature a un soggetto pubblico o a privato abilitato. Viene meno, così, l’obbligo di rivolgersi alle Asl/Arpa e di attendere l’esito della richiesta. Anche su questa nuova modalità, però, ci sono degli aspetti che meritano di essere chiariti da parte degli enti competenti».